Lorenzo Onderka
Tram-Treno da oltre 750 milioni? Decidano i cittadini
Redazione
05.05.2025 10:17

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Oltre 750 milioni di franchi: è questo il conto (ancora provvisorio) del
Tram-Treno. Una cifra vertiginosa, destinata a crescere, che pagheremo noi
cittadini. Per gestire il progetto è stata creata la società Rete Tram-Treno
del Luganese SA (RTTL SA), con un CdA che include tre figure politiche di
rilievo: Sabrina Aldi, Alex Farinelli e Paolo Beltraminelli. La loro presenza
avrebbe fatto pensare a una comunicazione trasparente verso la cittadinanza,
soprattutto dopo l’aumento dei costi. Invece, nulla. La notizia è emersa dai
media e solo successivamente confermata dal Direttore del Dipartimento del
Territorio. Dai politici coinvolti, un silenzio assordante. C’è anche un
evidente conflitto d’interessi: questi tre politici, che siedono nei legislativi
federale, cantonale e comunale, saranno chiamati a votare sui crediti
supplementari che quest’opera richiede. Fanno però anche parte dell’organo che
lo gestisce. Anche se legalmente lecito, dal punto di vista etico è difficile
da giustificare. L’etica vorrebbe che abbandonino l’aula al momento del
dibattito e si astenessero dal voto. Il silenzio, però, è generale: nessuna
presa di posizione dal Governo, dal Gran Consiglio, o dai Municipi dei comuni
toccati. Anche chi si dice sempre preoccupato per i debiti lasciati alle
generazioni future è rimasto in silenzio. Il coraggio evocato dal Direttore del
DEF è rimasto, ancora una volta, solo una dichiarazione. Solo il Direttore del
DT si è esposto, annunciando una richiesta di credito supplementare a giugno,
senza esprimere alcuna riserva sull’entità dell’investimento. Non ci è neppure
stata data un’analisi dell’impatto di quest’opera sulle finanze cantonali e
comunali. Ma è evidente: servirà aumentare il moltiplicatore d’imposta, come
già successo a Lugano per il PSE. In un momento in cui il potere d’acquisto
cala e la cassa malati aumenterà ancora – le informazioni inerenti all’aumento
della spesa sanitaria apparse sui media sono allarmanti – la prospettiva di un
aumento delle tasse è inaccettabile. Questo progetto va sospeso, come si è
fatto per la circonvallazione di Agno, per dare modo agli addetti ai lavori di
ridimensionare il progetto e, in caso non fosse possibile, di sottoporre
l’investimento al voto popolare. Spetta a noi, cittadine e cittadini, decidere
se vogliamo davvero un’opera così ambiziosa e costosa, perché siamo noi i veri
finanziatori. E se a pagare siamo noi, allora sta a noi decidere. È una
questione di giustizia democratica.
Lorenzo Onderka, già candidato per Avanti con Ticino&Lavoro

