Lorenzo Onderka
Tra nuovi investimenti militari e Crans-Montana: le priorità che definiscono un Paese
Redazione
03.02.2026 18:01

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Le scelte di spesa pubblica non sono mai atti tecnici, ma decisioni
politiche che stabiliscono un ordine di priorità e rivelano i valori di un
Paese.
È in questo contesto che si inserisce l’annuncio del consigliere federale
Martin Pfister, intenzionato a chiedere un aumento dell’IVA per finanziare
l’esercito. L’obiettivo è ambizioso: 31 miliardi di franchi in dieci anni. Una
cifra imponente che, proprio per la sua entità, non può essere accolta senza
una spiegazione dettagliata e convincente.
Quando si chiede un sacrificio fiscale di questa portata ai cittadini, è
doveroso chiarire quale tipo di difesa si intenda costruire. Di quali capacità
operative si parla? Quali armamenti vengono considerati necessari nel contesto
attuale? Dove verrebbero acquistati e secondo quali criteri strategici? E quale
livello di resistenza e deterrenza si vuole realisticamente garantire alla
Svizzera in caso di minaccia?
Senza risposte chiare a queste domande, il rischio concreto è che l’aumento
dell’IVA venga percepito come un atto di fede piuttosto che come una scelta
ponderata. Un investimento di tale portata richiede una visione comprensibile,
condivisibile e soprattutto verificabile nel tempo.
Ma mentre si pianificano scenari futuri e si discutono investimenti
miliardari, c’è una realtà ben più immediata che non può essere relegata in
secondo piano. Il dramma di Crans-Montana ha lasciato ferite profonde: vittime,
feriti e famiglie che attendono ancora un sostegno concreto e tempestivo. La
politica ha espresso solidarietà e promesso aiuti. Tuttavia, secondo quanto
ribadiscono diverse famiglie colpite, queste promesse faticano a tradursi in
misure efficaci e operative.
È proprio qui che si gioca la credibilità delle istituzioni.
Prima di impegnare il Paese in nuovi grandi progetti di spesa, la Svizzera
deve dimostrare di saper mantenere gli impegni assunti con chi è stato colpito
da una tragedia improvvisa e devastante. Non si tratta di mettere in
contrapposizione sicurezza e solidarietà, ma di stabilire un ordine di priorità
coerente e responsabile.
Sostenere in modo rapido ed efficace le famiglie di Crans-Montana significa
onorare la parola data, rafforzare la fiducia nelle istituzioni e rispondere
con i fatti alle critiche che, in caso contrario, non farebbero che
intensificarsi, anche a livello internazionale.
Per questo motivo, ogni progetto di investimento di lungo periodo — inclusi
quelli destinati alla difesa nazionale — dovrebbe essere posticipato
fino a quando non sarà stata individuata e attuata una soluzione chiara,
concreta e immediata a favore delle famiglie colpite dalla tragedia di
Crans-Montana.
Le priorità non si dichiarano: si dimostrano. Ed è da queste scelte che si
misura la credibilità di un Paese.
Lorenzo Onderka, sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro

