Amalia Mirante
Ticino: siamo sempre i più poveri
Redazione
10.05.2023 10:17

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L'indicatore di deprivazione materiale e sociale misura
quante persone hanno problemi finanziari tali da non potersi permettere di
comprare cose di base o di fare attività normali. Ad esempio, cambiare vestiti
vecchi, fare attività a pagamento nel tempo libero o avere un po' di denaro
ogni settimana per loro stessi.
Quest'anno, l'indicatore è stato aggiornato ma anche così il
Ticino nel 2021 è il cantone con la percentuale più alta di persone che vivono
in deprivazione materiale e sociale. Quasi uno su dieci non riesce a soddisfare
almeno cinque dei tredici bisogni indagati; in Svizzera la media è uno su venti.
Alcuni esempi: il 14% delle persone vive in famiglie con
almeno un ritardo di pagamento, il doppio della media nazionale. Quasi il 30%
delle persone non potrebbe affrontare una spesa imprevista di 2.500 franchi, e
la stessa percentuale dichiara di non poter sostituire mobili vecchi.
Anche per quanto riguarda il rischio di povertà, il Ticino è
al primo posto. Quasi una persona su quattro è a rischio povertà: oltre 80.000
persone che vivono in famiglie con redditi inferiori al 60% del reddito
mediano. Di queste, oltre 38.000 vivono addirittura con un reddito inferiore al
50%. Avere un basso reddito significa correre il rischio di essere emarginati
dalle attività e dalla vita sociale.
La povertà colpisce principalmente famiglie monoparentali e
persone sole, disoccupati e inattivi, stranieri e persone con bassa istruzione
(e pensionati). Nel Ticino, queste categorie sono probabilmente
sovra-rappresentate, ma questo non basta a spiegare il triste primato del
cantone. Il reddito è il fattore più importante per garantire una buona qualità
della vita e, guarda caso, il Ticino è il cantone con i salari più bassi della
Svizzera. E guarda caso in Ticino il tasso di deprivazione materiale e sociale
delle persone che lavorano è dell’8.4%, due volte e mezzo quello nazionale
(3.3%).
Lo Stato svolge un ruolo importante attraverso numerosi
strumenti a sostegno dei cittadini meno fortunati. Tuttavia, non possiamo
ignorare il problema. Il numero di persone che non riesce a vivere
dignitosamente con il proprio salario sta aumentando, così come cresce il
numero di persone costrette a cercare lavoro in altri cantoni o di anziani in
pensione che emigrano perché non riescono a sostenere le spese mensili.
Le risorse dello Stato non sono più sufficienti per far
fronte a tutte queste sfide. Cosa fare? Il primo indispensabile passo è riconoscere
il problema dei bassi salari e lavorare insieme per trovare una soluzione,
coinvolgendo tutte le parti interessate, a partire dalle aziende presenti sul
territorio.
I cittadini del Canton Ticino lavorano duramente, e non
meritano che la loro condizione sia ignorata. Tantomeno meritano di essere il
fanalino di coda della Svizzera. Meritano attenzione e serietà. E soluzioni.
Amalia
Mirante

