Amalia Mirante
Ticino: la povertà nella ricca Svizzera
Redazione
06.10.2023 18:58

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Questa settimana ho
partecipato al convegno sulla povertà organizzato da Soccorso d’inverno. È
stata una giornata molto importante che ha consentito di parlare di povertà nel
nostro Cantone. Una povertà spesso nascosta.
Immaginate di dover vivere con
meno di 2'289 CHF al mese se siete single, o meno di 3'989 CHF se avete una
famiglia con due bambini. Queste cifre, stabilite dalla Conferenza Svizzera
dell'Istituzione dell'Azione Sociale (COSAS), definiscono la povertà assoluta
in Svizzera; una soglia sotto la quale si ritiene che non sia possibile vivere
in maniera integrata nella società.
Il quadro diventa ancora più
cupo se guardiamo al Ticino, dove quasi un quarto della popolazione è a rischio
di povertà. Il concetto di "a rischio di povertà" può sembrare
astratto, ma è in realtà molto semplice: se guadagnate meno del 60% del reddito
mediano del paese, siete a rischio di povertà. In Ticino, siamo ben sopra la
media nazionale del 15%, con un preoccupante 24%. Significa una persona su
quattro.
E non è tutto. Parliamo di
deprivazione materiale e sociale. Questo indicatore quantifica le persone che
sono costrette a rinunciare a importanti beni, servizi e attività sociali per
ragioni finanziarie. La deprivazione materiale e sociale si verifica quando le
persone soffrono di 5 mancanze su 13.
Il tasso medio in Svizzera è
del 5.2%, mentre da noi sale a 9.6%. Ancora più allarmante è il fatto che il
14% ha almeno un arretrato di pagamento e addirittura il 30% non potrebbe
affrontare una spesa improvvisa di 2'500 CHF. E i tristi primati non finiscono
qui. Siamo al primo posto per quanto riguarda le persone che dichiarano di non
poter cambiare i mobili usati, di non poter spendere una piccola somma di
denaro ogni settimana per se stessi come pure di non potersi riunire con la
famiglia o gli amici per bere o mangiare qualcosa almeno una volta al mese.
Perché in Ticino la situazione
è così grave? Una delle ragioni fondamentali sono i bassi salari nel nostro
Cantone che, nel medio termine, si trasformano in rendite pensionistiche
inadeguate. Con gli aumenti imminenti del costo della vita, pensiamo ai premi
dell'assicurazione malattia, all'energia e agli affitti, la situazione sembra
destinata a peggiorare.
Non possiamo permetterci di
ignorare queste disparità con il resto della Svizzera. E non basta indignarsi;
è tempo di agire. È tempo di adottare politiche mirate che elevino gli standard
di vita nel nostro cantone. La povertà in Ticino non è solo un problema
economico; è una crisi di identità nazionale che non può più essere ignorata.
Le persone che vivono in questo Cantone devono essere a tutti gli effetti
“svizzeri”.
Amalia Mirante, candidata per Avanti e Ticino & Lavoro al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati

