Amalia Mirante
Ticinesi? Sempre più poveri
Redazione
25.10.2024 14:49

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I
ticinesi sono sempre più poveri. I dati di Eurostat appena pubblicati non
lasciano, purtroppo, alcun dubbio: il Canton Ticino è oggi una delle regioni
europee a maggior rischio di povertà o esclusione sociale. Nella graduatoria,
la nostra regione si trova in condizioni peggiori rispetto alla maggior parte
delle aree di Grecia, Romania, Ungheria, Croazia, Polonia, Italia e Spagna.
A
livello nazionale, la Svizzera si attesta intorno alla media dell’Unione
Europea, con il 19.5% della popolazione a rischio povertà o esclusione sociale
(contro una media UE del 21,4%). Parliamo di una persona su cinque.
Nei
Paesi Bassi, Finlandia, Norvegia, Austria, Danimarca e Svezia, la situazione è
migliore di quella nazionale svizzera e già questo dovrebbe farci riflettere.
Ma il quadro diventa ancora più drammatico quando si osservano i dati
regionali: in Ticino, nel 2023, oltre il 35% della popolazione vive a rischio
povertà o esclusione sociale. Un dato
spaventoso: più di una persona su tre non guadagna abbastanza per vivere al
livello del resto della sua comunità di appartenenza. In questa classifica, il
Ticino è tristemente posizionato al 225º posto su 243 regioni analizzate, in
sostanza solo diciotto fanno peggio di noi in tutta Europa.
Naturalmente,
confrontare regioni diverse tra loro senza riferirsi a grandezze assolute può
avere dei limiti. Per esempio, l’Emilia-Romagna, la seconda regione italiana
per benessere, ha “solo” il 7% di persone a rischio povertà, ma conta una
popolazione di 4,5 milioni di persone contro le 350 mila del Ticino. O ancora,
il livello assoluto di benessere può essere molto diverso tra le nazioni. E
allora, se il confronto statistico tra regioni ci sembra avere dei limiti,
analizziamo invece lo sviluppo della situazione ticinese nel tempo. Nel 2020,
il rischio di povertà toccava meno di una persona su quattro (24.2%). In soli
tre anni, siamo saliti al 35.1%. Una persona su tre. Purtroppo, come si vede,
la situazione in Ticino è peggiorata drasticamente.
E se le
cose non cambiano, la situazione è destinata a peggiorare. Sono decenni che
ricordiamo che i salari ticinesi sono il 20% più bassi della media svizzera,
con differenze che toccano persino il 35-40% rispetto a regioni come Zurigo. A
questa mancanza di reddito si aggiunge la beffa: i costi di molte voci
essenziali nel nostro Cantone sono più elevati che nel resto della Svizzera. I
premi cassa malati, per esempio, possono arrivare a essere il doppio rispetto
ad altri cantoni. Sì, il doppio, avete letto bene. Anche le imposte di
circolazione, le tariffe dell’energia elettrica, le tasse sul registro
fondiario, le imposte immobiliari, e persino la benzina possono costare di più.
I dati non mentono.
I dati
però sono aridi. Quando si parla con le persone, si tocca il lato umano di
questa catastrofe sociale in via di compimento. Questa mattina, una gentile
signora che faceva la spesa mi ha detto “Sa, signora Mirante, dobbiamo proprio
fare tutti “economia” in questo momento. Per comprare un pezzo di formaggio ho
confrontato il prezzo al chilo di tre marche diverse. Se le cose non cambiano,
noi ticinesi siamo messi davvero male”.
Sì, cara
signora lei ha ragione. Anzi, già ora noi ticinesi siamo messi molto male…

