Lorenzo Quadri
Tassa di transito: Bruxelles s’inalbera
Redazione
26.10.2025 08:27

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La tassa di transito per gli automobilisti
stranieri che attraversano la Svizzera da confine a confine senza fermarsi,
approvata in settembre all’unanimità dal Consiglio degli Stati, è arrivata fino
a Bruxelles. A riportarlo è il TagesAnzeiger. E, come prevedibile, la
semplice idea di far pagare chi usa le nostre strade senza lasciare un franco
nel Paese ha irritato diversi europarlamentari.
Un paradosso: negli Stati membri dell’UE i pedaggi
autostradali esistono da sempre, ma quando a introdurli vuole essere la
Svizzera, ecco che scatta l’indignazione. Tuttavia Bruxelles non contesta un
punto cruciale: la tassa non violerebbe formalmente gli accordi bilaterali.
Curioso, se si pensa che per anni il Consiglio federale ha sostenuto
esattamente il contrario.
Tra i più infastiditi, l’eurodeputato francese
Christophe Grudler, responsabile dei rapporti con la Svizzera, che parla di una
misura “divisiva” e arriva a minacciare ritorsioni unilaterali contro la
Confederazione. Poi però ammette che, se si tratta di “vil denaro”, l’UE
potrebbe discutere di un finanziamento europeo per i grandi progetti viari elvetici.
E allora ben venga: perché non chiedere un contributo per il secondo traforo
del Gottardo o per la gestione di AlpTransit? Se c’è disponibilità, tanto vale
battere cassa.
Ma attenzione: il Consiglio nazionale voterà sulla
tassa di transito solo nella primavera del 2026, e – in caso di approvazione - toccherà
poi al Consiglio federale trasformarla in realtà. Ed è proprio qui che rischia di
cascare l’asino. Non sarebbe la prima volta: basti ricordare la chiusura
notturna dei valichi secondari, approvata ma mai applicata dal CF perché non
piaceva all’Italia.
La tassa di transito è sgradita agli eurocrati e ai
loro fidi alleati interni di sinistra, sempre pronti a inventare nuove imposte
per gli automobilisti svizzeri, ma allergici all’idea di far pagare chi arriva
da fuori. La tassa di transito è, in prima linea, un atto di sovranità. E
questo è un motivo in più per concretizzarla quanto prima.

