Christian Fini
Tanta propaganda ma poca sostanza
Redazione
04.10.2023 15:16

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
In
questi ultimi tempi capita sovente di leggere prese di posizione o ricette che
non sono reali proposte politiche ma ammiccamenti di certe personalità alla
pancia delle persone, per ambire a diventare leader tra la folla. Sembra
insomma di assistere ad un vero e proprio elogio della persona, tanto da
soppiantare di fatto progetti e ideali.
L’impoverimento
del discorso nel nostro scacchiere politico ha portato a grandi proclami spesso
non sorretti da idee o progetti, a una quasi totale assenza di concretezza.
Nella
mia educazione personale mi hanno sempre insegnato, sin dalla giovane età, che
prima si studia, ci si crea un’opinione e poi ci esprime, entrando in punta di
piedi nel discorso. Oggi sembra di assistere esattamente al contrario.
I
personalismi stanno diventando un danno. Quanti sono quei discorsi letti qua e
là nei media, dove prevale l’io al noi, dove ci vengono propinate ricette da
salvatori del patrio suol, come se la nostra amata Svizzera fosse sempre sotto
attacco, poco protetta a livello legislativo e non sorretta da leggi e diritti
che invece da quasi 800 anni ci contraddistinguono come faro democratico.
Ma
tant’è ci troviamo a vivere anni delicati, dove spesso le soluzioni proposte
sembrano cerotti per brevi periodi che di conseguenza creano malumori tra la
popolazione. Per questo motivo non possiamo più giocare in difesa. In questi
giorni di aumenti dei costi dell’energia, di aumento dei premi di cassa malati,
di problemi di trasporto pubblico e di accordi claudicanti con l’Unione europea
sull’educazione, chi ha veramente pensato al bene dei nostri cittadini con
proposte concrete e non solo a fare bella mostra di sé? Chiediamocelo tutti.
Tra
poco meno di venti giorni le urne ci consegneranno un Consiglio nazionale e un Consiglio
agli Stati rinnovati, abbiamo l’occasione di scegliere se continuare nel solco
di quei valori liberali che da anni contraddistinguono la nostra Patria o se
cadere in balia del canto delle sirene che insinuano il dubbio tra la
popolazione. Sono convinto che tutti noi sapremo cosa fare, recuperando il
valore della responsabilità personale “consci che libero è soltanto chi usa
della sua libertà”.
Christian
Fini, candidato
al Consiglio nazionale
Lista PLR-LEA

