Massimiliano Robbiani
Svizzera sovrana: basta ricatti da chi non sa governare casa propria
Redazione
27.01.2026 09:15

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Passerò notti insonni, certo, tormentato
dall’idea che l’Italia non faccia rientrare il proprio ambasciatore finché la
Svizzera non si deciderà a mettersi in ginocchio. Un’attesa vana: noi non siamo
disposti a subire i diktat di Roma, né a sacrificare la nostra dignità
sull'altare di un’arroganza diplomatica che non ha basi solide.
Sarebbe opportuno che certi "maestri di
diritto" guardassero finalmente in casa propria, dove le ferite aperte
sanguinano ancora. Risolvano prima le troppe stragi rimaste senza colpevoli e
assicurino alla giustizia i protagonisti di quegli orrori che ancora oggi
circolano a piede libero. Dimostrino efficienza mettendo in atto decreti di
espulsione seri e immediati, invece di permettere a individui pericolosi di
girovagare per il territorio a violentare e uccidere donne. È scandaloso che
chi non riesce a garantire la sicurezza minima ai propri cittadini pretenda di
venire a dettar legge e dare lezioni di moralità oltre confine.
La Svizzera non deve cedere a ricatti
meschini, né dall’Italia né da nessun’altra nazione che scambia la cooperazione
per sottomissione. Non è il momento di "calare le braghe", ma di
mostrare i muscoli e la nostra indipendenza. Dobbiamo ribadire con forza una
verità che molti preferiscono ignorare: noi non abbiamo bisogno dell’Italia per
sopravvivere. È vero l'esatto contrario.
È l’Italia a dipendere da noi; è il loro
sistema a beneficiare quotidianamente della nostra economia, che dà lavoro e
dignità a migliaia di loro cittadini. Senza il mercato del lavoro svizzero,
intere regioni di confine sprofonderebbero nella disoccupazione e nel caos
sociale. Prima di alzare la voce, si ricordino chi è che tiene in piedi la loro
economia locale. La cortesia diplomatica è un dovere, ma la nostra sovranità
non è in vendita.
Massimiliano
Robbiani, Lega dei
Ticinesi

