Simona Genini
Sussidi cassa malati: basta con gli sprechi
Redazione
28.06.2024 14:26

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Nella
nostra democrazia, l’estate è un po’ come la notte – serve a riposare, ma può
anche portare consiglio. Nel caso del Canton Ticino, la pausa della politica
quest’anno arriva in un momento particolarmente propizio, se pensiamo a ciò che
ci aspetta alla ripresa – la parete verticale che dovremo scalare per allestire
un preventivo 2025 che sia credibile e sostenibile. Come
gruppo PLR in Gran Consiglio, abbiamo cercato di approfittare degli ultimi
giorni di attività, prima del «rompete le righe», per tornare su un tema che ha
regalato uno dei siparietti più sconfortanti del dibattito sul preventivo 2024
del Cantone: i paradossi, tristemente irrisolti, che oggi gravano sul sistema
di aiuti per il pagamento dei premi di cassa malati (anche noti come sussidi
RIPAM).
Il
frutto delle nostre riflessioni è una serie di domande – preparate con i
colleghi granconsiglieri PLR Matteo Quadranti, Alessandro Cedraschi, Alex
Gianella, Fabio Schnellman e Patrick Rusconi – che abbiamo rivolto al Consiglio
di Stato. L’obiettivo è di capire quale direzione intendano imboccare il DSS e
il Governo, in vista di una correzione delle storture che oggi costano milioni
di franchi ai contribuenti ticinesi, senza produrre benefici apprezzabili.
Il
contesto è arcinoto. L’aumento dei costi della sanità sta trascinando al rialzo
i premi dell’assicurazione malattia: lo Stato deve quindi intervenire in modo
per sempre più consistente per sostenere le fasce più deboli della popolazione.
L’entità dei sussidi che in Ticino sono erogati a questo scopo ha così
raggiunto la cifra di 400 milioni all’anno (tra sussidi ordinari e PC). A
preoccupare, ormai da anni, è soprattutto il fatto che il meccanismo attuale
non è mirato e premiante per i virtuosi; basti pensare che oggi beneficiano dei
sussidi anche famiglie con redditi molto elevati, fino a 180'000 franchi
l’anno.
Considerando
la difficile situazione finanziaria del Cantone, che porta con sé l'urgenza di
garantire un uso più efficiente delle risorse pubbliche, è quindi imperativo
procedere a un adeguamento. Come
abbiamo spiegato qualche mese fa, durante il già citato dibattito sul
preventivo 2024, l’obiettivo del PLRT non è di ridurre i sussidi versati alle
fasce più fragili della popolazione. Ciò che vogliamo fare è rimediare a un
livello di spreco che è ormai diventato inaccettabile, e vogliamo farlo per
rendere il sistema stabile e sostenibile a lungo termine.
Per
completezza, qui di seguito sintetizzo alcune delle domande che abbiamo rivolto
al Consiglio di Stato, e che speriamo ricevano risposta rapidamente, in modo da
orientare la discussione sul preventivo 2025 del Cantone – su uno dei temi ai
quali, c’è da starne certi, si concentrerà una parte consistente
dell’attenzione politica.
1.
Quali misure concrete sono state adottate dopo l’approvazione del Preventivo
2024 per contenere la crescita della spesa sociosanitaria?
2.
Potrebbe il Governo fornire una dettagliata stratificazione sociale ed
economica dei beneficiari dei sussidi RIPAM, specificando la distribuzione per
fasce di reddito, debitamente aggiornata?
3.
Quanti dei beneficiari dei sussidi RIPAM appartengono a famiglie con redditi
superiori a CHF 120’000 annui? E quanti invece appartengono a fasce di reddito
più basse? Quale sarebbe il risparmio ipotizzabile se si dovesse introdurre
tale soglia?
4.
Dopo i già citati studi della SUPSI, sono state condotte ulteriori analisi
per identificare eventuali sprechi o utilizzi non conformi dei sussidi? Se sì,
quali sono i risultati?
5.
Quali sono le intenzioni del Governo per rivedere il coefficiente e le due
costanti su cui si fonda attualmente il sistema RIPAM in vista del Preventivo
2025?
6.
Quali misure verranno adottate per promuovere una maggiore responsabilità
individuale nel consumo dei servizi sanitari, nella riduzione di sprechi e
nella stipula di assicurazioni malattia più economiche?
7.
È ipotizzabile introdurre un sistema che imponga alle persone beneficiarie
di sussidi di stipulare modelli alternativi più economici e un’assicurazione
malattia con franchigia massima (e copertura da parte dello Stato per i casi
virtuosi)? In tale ipotesi, è possibile quantificare il risparmio?
8.
Sono previste campagne informative ed educative per sensibilizzare i
cittadini sull'importanza di un uso responsabile dei servizi sanitari?
9.
Come intende il Governo potenziare i meccanismi di monitoraggio e controllo
sull'efficacia e l'efficienza dei sussidi erogati?
10.
È prevista l’implementazione di un sistema di monitoraggio continuo per
valutare e correggere tempestivamente eventuali diseconomie?
11.
In che modo il Governo intende garantire che le eventuali modifiche proposte
non penalizzino le fasce più deboli della popolazione? Sono ipotizzabili
eccezioni per casi di rigore?

