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Stop al caos nel settore dell’asilo
Redazione
25.09.2023 14:05

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Centinaia di migliaia di migranti richiedenti l'asilo stanno
affluendo in Europa e in Svizzera, con il supporto di bande di passatori
organizzati in modo criminale e sostenuti dai partiti di sinistra e dalle
ONG. In gran parte sono giovani uomini provenienti dall'Africa e dai paesi
musulmani. In Svizzera la situazione è diventata insostenibile: la
criminalità aumenta a vista d’occhio, gli eritrei provocano rivolte
violente in piazza, aumentano le molestie sessuali sulle donne ed esplodono
i costi dell’assistenza.
Attraverso le loro imposte, i contribuenti svizzeri sostengono
tutti questi costi, addirittura pagandogli i premi delle casse malati. In
Ticino la situazione è ancor più allarmante: la popolazione di Chiasso è
disperata perché i reati commessi dai richiedenti l’asilo sono più che
raddoppiati e girare la sera nella cittadina è oramai divenuto impossibile.
Le Autorità cantonali e comunali fanno ciò che possono per garantire la
sicurezza, anche perché nei centri di Chiasso e Balerna sono presenti più
del doppio dei posti autorizzati.
Il sistema d’asilo in Svizzera costa oltre 4 miliardi di
franchi l’anno, un’enormità, tenuto conto che spendiamo meno nell’agricoltura.
In questa enorme cifra non sono poi inclusi i costi a carico di Cantoni e
Comuni, che si prendono a carico le spese per la sicurezza e per
l’assistenza sociale, di cui gli asilanti sono grandi beneficiari. Sappiamo
che la maggior parte dei richiedenti l’asilo non è in pericolo di vita,
cerca unicamente di entrare in un paese conosciuto per la sua estrema
apertura e per il generoso stato sociale.
Per risolvere il caos nell’asilo l’UDC ha sollecitato con
molti atti parlamentari il Consiglio federale e in particolare la capo
del Dipartimento Baume-Schneider, di voler prendere il toro per le corna,
applicando le leggi e ripristinando l’ordine pubblico. Purtroppo è sempre
mancato il sostegno de Il Centro e del PLR. Non possiamo accettare
ulteriori ammorbidimenti dei criteri di ammissione, come la consigliera
federale socialista intende fare, facilitando ulteriormente il
ricongiungimento familiare delle donne afgane, che equivale a invitare potenzialmente
milioni di persone a venire nel nostro paese. È necessario tornare a
presidiare i confini, snellire le pratiche, vincolare l’aiuto allo
sviluppo con i paesi che si impegnano nel favorire i rimpatri, respingere
chi non ha diritto all’asilo e rendere il nostro paese sempre meno
attrattivo per i finti asilanti.
A supporto delle forze di polizia e delle Guardie di confine,
ho recentemente chiesto al Consiglio federale di chiamare in aiuto
l’esercito. La gente si aspetta delle risposte, l’UDC continua il suo
impegno per cercare di risolvere il caos nel settore dell’asilo.
Piero Marchesi, consigliere nazionale UDC

