Tiziano Galeazzi
STIM: tra economia e un’accademia spaziale svizzera
Redazione
02.09.2023 10:07

Foto: ©Chiara Zocchetti
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STIM non è nulla di sconosciuto (Scienze,
Tecnologia, Ingegneria e Matematica) sono in parte le basi di un nuovo
sviluppo economico, imprenditoriale e lavorativo nel futuro nel nostro Cantone
così come lo è già in alcune parti della Svizzera.
Questa via di alta innovazione con
il futuro polo di Bellinzona e in parte a Lugano, ancora da ampliare, sarà la
nuova frontiera a cui dovremo dedicarci per dare nuovo e maggiore slancio
produttivo-occupazionale altamente specializzato. Molti dei futuri posti di
lavoro, oggi, non sono ancora pienamente conosciuti e per questo si chiama
proprio “futuro”. Con la matematica e la scienza si arriva alla tecnologia
ingegneristica ma per chiudere il cerchio servono ancora: volontà,
immaginazione, fiducia, risorse umane e investimenti. Lo scopo non è solo stare
al passo con altri Tecno-Poli sparsi per la Svizzera ma rendere il Ticino un
cantone innovativo, attrattivo e competitivo con micro aziende o società
adattabili al nostro territorio sia negli spazi che nel tempo. Non siamo un
Cantone che geograficamente possa ospitare grandi Industrie come la Lombardia o
gli stati del Midwest americano, ma siamo adatti per micro, piccole e medie
realtà. Abbiamo cervelli nostrani e provenienti da altri paesi stabilitisi
in Ticino, abbiamo giovani volonterosi e preparati, vogliosi di contribuire
cosi come donne e uomini di mezza età pronti a rimettersi in gioco e se tutto
questo potessimo amalgamarlo bene, avremmo un "mix" adatto per dare
una svolta alla nostra realtà cantonale tanto quanto fecero molto tempo fa a
Basilea con la chimica e la farmaceutica.
Futuro
Iniziata la prima fase che ben
presto ne parleremo anche in Parlamento con il dossier “sviluppo
economico 2024-2027” visaranno ulteriori fasi e sicuramente conterranno
anche altri settori STIM, oltre ai tre oggi indicati quali Live Style
Tech, Life sciences e sviluppo droni. Siamo in un’evoluzione mondiale
così affamata di novità e progresso che pure noi dovremo continuare ad
adattarci ed evolvere per non perdere il passo verso le esigenze di mercato e
verso la concorrenza nazionale e internazionale. Proprio per questo che anche
gli spazi pensati ora come a Bellinzona, in futuro ne richiederanno ulteriori e
quindi maggior distribuzione sull'intero Cantone, divenendone tutto un Tecno
Polo unico. Questo ne va non solo alle competenze ma anche alla ripartizione
lavorativa, sociale e dell'indotto generato diversificato a tutte le regioni.
Con le maggiori competenze dei centri di studio accademici, in parallelo
andrebbero anche potenziati i centri formativi (apprendistato) orientati su
questo nuovo modello economico e in questo caso anche la Confederazione dovrà
fare la sua parte. La scuola di formazione dovrà avere il compito di
capire le esigenze future e adattare in maniera rapida la formazione
professionale. Auspico sia già in corso perché ogni anno di ritardo è un anno
perso in queste realtà che si avvicinano molto più rapidamente di quanto si
pensi. Con queste possibilità di sviluppo economico-lavorativo avremo anche la
possibilità di poter reintrodurre persone che, per un motivo o l'altro,
necessitano di un nuovo lavoro e quindi di una riqualifica che anch'essa dovrà
andare di pari passo all'istruzione scolastica di nuova generazione. Una nuova
dimensione formativa per non dipendere sempre e solo da personale estero
specializzato. Abbiamo il dovere e il compito di specializzare i nostri
cittadini e cittadine ad entrare nel tessuto economico-lavorativo rapidamente.
Ben presto affronteremo anche
altri settori come scritto sopra, che stanno emergendo a livello planetario,
dalle scienze artificiali alla robotica avanzata o all'innovazione industriale
spaziale sempre più ambita. (nuove esplorazioni, ricerca di materie prime e pianificazioni
di colonie umane fuori dal nostro pianeta)
Spazio, prossima frontiera?
Come ultimamente evidenziato da
molti paesi, si tornerà a viaggiare nello spazio, direzione Luna e poi Marte,
quindi non basterà più, da parte nostra, la semplice componistica satellitare o
l'orologio al polso di un astronauta straniero quale simbolo elvetico. Si
potrebbe quindi immaginare, a livello federale, una divisione
spaziale (inserita in un Dipartimento federale) che possa supportare
con le nostre già eccellenti risorse accademiche, anche una nostra industria
strettamente aereo-spaziale molto più attiva e non solo marginale a supporto
delle agenzie NASA o ESA. Partecipazioni attive in questi future avventure non
più solo esplorative ma permanenti nel nostro sistema solare.
Musica del futuro? Si, ma non cosi
poi lontano e tanto meno fantascientifico. Pensare e vedere oltre
l'inimmaginabile, un segno di lungimiranza e progresso.
Tiziano
Galeazzi , candidato nr 3 lista UDC al Consiglio Nazionale, Municipale di Lugano

