Lorenzo Quadri
SSR: 850 milioni all'anno bastano
Redazione
25.01.2026 07:47

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il prossimo 8 marzo voteremo
sull’iniziativa “200 franchi bastano!”, che propone di ridurre il canone
radiotelevisivo dagli attuali 335 a 200 franchi annui. Anche con questa
riduzione, il canone Serafe resterebbe tra i più elevati d’Europa. Nonostante
ciò, i contrari tentano diffondere il panico: qualsiasi riduzione metterebbe a
rischio il futuro del Paese.
La SSR è nata negli anni ’30 del
secolo scorso, in un’epoca (a livello europeo) di forte statalizzazione. Ma da
allora il mondo è cambiato, i media presenti sul mercato si sono moltiplicati,
e un apparato elefantesco come quello della SSR odierna non si giustifica più.
Ed infatti è cresciuto ben al di là della sua funzione. Sette canali
televisivi, 17 programmi radiofonici, decine di piattaforme online e presenza
pervasiva sui social media. Siamo davanti ad un centro di potere per la
diffusione di ideologie di sinistra in cui la maggioranza (il 70%) dei
cittadini non si riconosce, ma è comunque costretta a finanziare.
Dicono i contrari: "Se passa
l’iniziativa, la SSR non potrà più essere quella di oggi”. Ma chi l’ha detto
che i cittadini vogliono mantenere ad oltranza la SSR attuale? Chi l'ha detto
che non auspichino un ridimensionamento?
Con un canone di 200 franchi, la radioTV
pubblica disporrebbe comunque di circa 850 milioni di franchi all’anno. Una
somma che più che sufficiente a garantire informazione, formazione e cultura in
tutte le regioni del Paese.
Ricordiamo inoltre che una decina
di anni fa, a seguito dello smantellamento del segreto bancario, in Ticino sono
spariti oltre 3000 posti di lavoro. Dov'erano i partiti che adesso si stracciano
le vesti (?) per gli impieghi alla SSR?
Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi

