Yvonne Ballestra Cotti
Sport a Locarno: possiamo fare meglio
Redazione
26.03.2024 11:53

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Con due figli maschi in casa, ormai avviati verso la
pre-adolescenza, era solo una questione di tempo – presto o tardi, era
inevitabile che la loro passione divorante per il pallone contagiasse anche me.
La cosa divertente, però, è che le cose sono andate un po’ diversamente da come
mi sarei aspettata. Il mio rapporto con il calcio è infatti iniziato allenando
un gruppo di bambine: le allieve delle scuole elementari dei Saleggi, con le
quali ci siamo preparate lo scorso anno a una memorabile edizione del Torneo
scolari del Locarnese.
Un ambiente interclassista
Quell’esperienza mi è piaciuta talmente tanto che ora
prosegue per me in una più istituzionale, nel ruolo di aiuto allenatrice della
Scuola calcio del FC Solduno. Servirebbero molte pagine per raccontare tutto
quello che la mia esperienza da «outsider» del calcio giovanile mi sta
insegnando. Al di fuori della scuola pubblica, si tratta dell’ultimo vero
ambiente interclassista della nostra società, in cui le figlie e i figli di
famiglie patrizie e immigrate, ricche o povere, si possono incontrare,
conoscere e misurare su un terreno perfettamente livellato.
Contrastare il dilagare dello stile di vita sedentario
Basterebbe soltanto questa virtù, nei tempi che stiamo
vivendo, per giustificare un impegno ancora più forte degli enti pubblici –
Cantone e Comuni – a favore dello sport giovanile. Al di là della «mescolanza
sociale» che questo ambiente permette, però, c’è anche una questione di salute
pubblica che si fa sempre più urgente – e della quale mi accorgo nel mio lavoro
di docente delle scuole post-obbligatorie. In una società che si sta
virtualizzando, a una velocità sempre più vertiginosa, è infatti essenziale
contrastare attivamente il dilagare dello stile di vita sedentario.
Quanto seriamente stiamo prendendo il tema del movimento?
Se l’abitudine al movimento non viene insegnata e condivisa
con le bambine e i bambini fin dalla prima infanzia, infatti, recuperare il
terreno perduto è difficilissimo man mano che l’età avanza. In questo esercizio
collettivo di educazione all’attività fisica, i Comuni hanno la possibilità di
fare davvero tantissimo – molto più che semplicemente organizzare le lezioni di
ginnastica per gli scolari. Come Città di Locarno (e come Locarnese) dobbiamo
perciò iniziare a interrogarci su quanto seriamente stiamo prendendo il tema
del movimento e dell’attività sportiva, e quanta dignità la nostra politica sta
attribuendo all’argomento.
L’esempio del Mendrisiotto
Il Mendrisiotto, una regione politicamente frammentata più
o meno come la nostra, ha lanciato lungimiranti iniziative per coordinare i
propri sforzi di politica sportiva a livello regionale: credo proprio che
questo sarebbe il primo passo da compiere, insieme a un censimento serio sul
livello qualitativo delle infrastrutture che mettiamo a disposizione delle
nostre società sportive.
La promessa di impegnarsi
Se verrò eletta in Municipio, intendo condividere con i
colleghi il mio entusiasmo per lo sport e la voglia di mettere la politica
sportiva in primo piano. La grinta non mi mancherà, visto quanta me ne hanno
trasmessa le ragazze di Locarno che ho allenato, e si sono poi battute con
grinta sui campi da calcio per farsi valere contro i loro compagni maschi.
Yvonne Ballestra Cotti, candidata al Municipio di Locarno
per il Centro

