Filippo Pfister e Giovanni Poloni
Sopra la Vita, Sotto l'Autostrada: una visione per il Mendrisiotto che non ammette rinvii
Redazione
02.10.2025 16:19

Foto: ©Gabriele Putzu
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La qualità di vita nel
Mendrisiotto è messa a dura prova dal traffico ormai insostenibile. L’impatto
acustico e paesaggistico dell’A2 è un problema crescente, che necessita non di
palliativi, ma di una soluzione definitiva. Per questo motivo, la proposta
lanciata dal PLR di valutare per quanto possibile di interrare il tratto che va
dal ponte-diga fino a Chiasso – in cui in zone densamente popolate mancano
addirittura i ripari fonici – non è un sogno irrealizzabile, ma una necessità
urbanistica, ambientale e sociale. Un modo di progettare che guardi al domani e
non al passato.
Ultimamente il dibattito
si è riacceso, con alcune forze politiche che auspicano a loro volta un
intervento, seppur parziale. Ad esempio, un’interrogazione a firma UDC si
limita a chiedere al Municipio di Mendrisio lo studio di una copertura
autostradale su un tratto molto limitato, senza inserire il progetto in una
visione d'insieme, né proporre misure collaterali come la mitigazione fonica,
la valorizzazione del territorio o il coordinamento con gli altri Comuni della
regione. È positivo che anche altri partiti riconoscano l’urgenza del problema,
ma serve molto di più che una strumentale interrogazione per affrontare una
sfida così complessa.
Il Municipio di Mendrisio
ha comunque chiarito la propria posizione che, anche se può non coincidere con
le aspettative più radicali, merita rispetto. Il Municipio ha spiegato con
trasparenza che servono studi seri, costi sostenibili e una pianificazione
coordinata e non ha detto “no” in assoluto all’idea di riqualificare l’area
attraversata dall’autostrada. In altre parole: servono le condizioni giuste, e
non slogan.
La visione che il PLR
sostiene con la sua petizione è certamente ambiziosa: non si tratta
semplicemente di mettere un tetto all'autostrada per risolvere un problema
puntuale, ma di ripensare globalmente l'intero asse viario, liberando il
territorio dall’asfalto (e da alcuni bruttissimi viadotti) così come dal rumore
che affligge una regione intera. La petizione ha portato già un primo risultato
concreto: la presentazione da parte dei presidenti dei partiti di Governo di
una mozione che chiede di approfondire un nuovo modo di costruire e progettare
le infrastrutture che tenga conto dei disagi causati dalla situazione attuale.
Non è sicuramente spendendo 2 miliardi per il progetto PoLuMe che la qualità di
vita e del territorio miglioreranno.
È vero che l'A2 è di
competenza federale (Albert Rösti, UDC, speriamo che ci ascolti), tuttavia
l'esperienza dimostra che le grandi opere si realizzano unicamente se vi è una
forte volontà e pressione politica locale. La petizione e la mozione presentata
al Consiglio di Stato mirano esattamente a questo: creare una base popolare e
politica unanime e trasversale che obblighino Berna e l'USTRA a inserire questo
progetto nelle pianificazioni future come una priorità assoluta per il Ticino.
La petizione guarda al
futuro del Mendrisiotto e Basso Ceresio (Melide, Bissone, Melano, Maroggia,
Rovio e Arogno) come regione coesa che merita più di qualche muro antirumore o
di una copertura spot. Meritiamo un'operazione di ricucitura urbanistica (e non
certo una terza corsia per TIR!) che permetta ai cittadini di vivere in un
ambiente finalmente libero dal traffico costante. Invitiamo quindi a sostenere
la petizione e a unirvi alla nostra visione: una regione che sceglie la qualità
di vita, la sostenibilità e il coraggio di pretendere le grandi opere
necessarie per il suo futuro. L’invito è rivolto a tutti, anche a chi dagli
altri partiti chiede interventi sull’A2. “Sopra
la vita, sotto l'autostrada” non è uno slogan politico ma una battaglia di
civiltà che si può vincere solo tutti insieme.
Filippo Pfister,
Presidente PLR Mendrisio, e Giovanni Poloni,
Vicepresidente PLRT

