SISA
Solidarietà ai docenti di Viganello: la scuola non può essere messa a tacere
Redazione
13.10.2025 17:38

Foto: ©Gabriele Putzu
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Il
Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) esprime piena
solidarietà e sostegno all’iniziativa delle docenti e dei docenti delle Scuole
medie di Viganello, che hanno sottoscritto una lettera aperta in solidarietà
con la popolazione palestinese. Si tratta di un gesto che rientra pienamente
nel mandato educativo della scuola pubblica e nel diritto alla libertà di
espressione di chi la vive e la costruisce ogni giorno.
La
dura presa di posizione del Municipio di Lugano, che ha criticato e
stigmatizzato pubblicamente l’iniziativa, rappresenta un’ingerenza grave e
inaccettabile nei confronti dell’autonomia di insegnamento. Strumentalizzando
il principio di neutralità, l’esecutivo municipale tenta di imporre un’idea di
scuola depoliticizzata e silenziosa, in contrasto con quanto stabilito dalla
Legge sulla scuola, che all’articolo 2 afferma chiaramente il compito
dell’istruzione pubblica: formare persone capaci di assumere ruoli attivi e
responsabili nella società, promuovendo giustizia e libertà. Il SISA nella sua
storia ha sempre dichiarato che la scuola non debba essere una realtà ovattata
rispetto alla società reale che si sta mobilitando indignata per il genocidio
in corso e la complicità del Consiglio federale.
Allo
stesso modo, l’interpellanza presentata dall’UDC rappresenta un tentativo di
intimidire il corpo docente e le iniziative studentesche, soffocando il
dibattito critico all’interno delle scuole. Pretendere il silenzio di chi
esprime solidarietà verso le vittime civili palestinesi significa voler
trasformare l’istituzione scolastica in uno spazio sterile e subordinato al
potere politico, negando i principi fondamentali della libertà di pensiero e
d'espressione.
Il
SISA invita il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS)
a garantire il rispetto della libertà d’espressione e di coscienza del corpo
docente e studentesco, proteggendo chi sceglie di non restare in silenzio
davanti a un genocidio. È attraverso il confronto, l’analisi e l’impegno che la
scuola forma cittadini consapevoli e solidali.
Non
possiamo ignorare una delle più abominevoli violazioni del diritto
all’istruzione nella storia recente, con oltre 16.500 studenti uccisi a Gaza
dal 7 ottobre 2023, 24.000 feriti, più di 1.900 tra insegnanti, lavoratori e
lavoratrici scolastici e universitari caduti, e 625.000 giovani privati
dell’accesso all’educazione. Secondo il Global Education Cluster, il 97% degli
edifici scolastici (547 su 564) è stato danneggiato, e il 92% necessita di una
ricostruzione completa o di importanti lavori di riabilitazione per poter
tornare a essere funzionale.
Inoltre,
il SISA denuncia con fermezza le collaborazioni accademiche e scientifiche tra
le università svizzere, i Politecnici e le istituzioni israeliane, spesso
coinvolte nello sviluppo e nella legittimazione dell’apparato militare
israeliano. Mantenere tali rapporti in un contesto di gravi violazioni dei
diritti umani significa rendersi complici di un sistema di oppressione e
contraddire i principi etici e democratici che la ricerca e l’istruzione
dovrebbero difendere.
La
scuola deve restare un luogo libero, aperto e solidale. Ogni tentativo di
censura o intimidazione rappresenta un attacco alla sua funzione democratica e
al suo ruolo nella costruzione di una società più giusta. Il SISA ricorda che
la neutralità è un valore costituzionale importante ma essa si traduce nel
rispetto del pluralismo e non viene rispettata oggi dal governo svizzero nel
caso palestinese, poiché si è del tutto schierato passivamente dalla parte dei
sionisti, nonostante l'accusa di genocidio confermata dalle Nazioni Unite.

