PLR
Soglia di sbarramento: un’occasione persa per riformare il Parlamento
Redazione
13.06.2025 19:46

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il PLR critica
la decisione di non permettere alla popolazione di esprimersi sulla riduzione
della frammentazione in Gran Consiglio. La
richiesta del PLR era chiara: permettere alla popolazione ticinese di
esprimersi sull’introduzione o meno di una soglia minima per accedere ai banchi
del Gran Consiglio, con l’obiettivo di garantire un miglior funzionamento delle
istituzioni democratiche e minor frammentazione. Il Parlamento, tuttavia, ha
deciso di non sottoporre la questione al voto, negando così ai cittadini la
possibilità di pronunciarsi su una riforma della democrazia cantonale
attraverso l’introduzione di una regola già presente in altri Cantoni.
Come ogni modifica
costituzionale, il giudizio della popolazione sarebbe stato la naturale
conclusione dell’iter parlamentare della proposta – quel famoso “popolo
sovrano” o “democrazia diretta” spesso citati da chi ha avversato la proposta.
Il sistema proporzionale con una soglia
d’accesso al Gran Consiglio è già da tempo una realtà in diversi Cantoni
svizzeri, senza che nessuno gridi allo scandalo istituzionale o a chissà quale
pericolo per la nostra democrazia. Ginevra, Vaud e Zurigo rappresentano esempi
consolidati di Cantoni che hanno scelto di limitare l’accesso parlamentare
attraverso soglie del 5-7%. Una scelta che si è dimostrata utile per garantire
un funzionamento più efficace del Gran Consiglio con la formazione di maggioranze
stabili. È
importante ricordare anche che la proposta, dopo un lungo dibattito
commissionale, era stata modificata rispetto all’iniziativa originale che
proponeva una soglia al 4%, fissandola al 3% come compromesso tra le diverse
posizioni.
D’altra parte va anche
sottolineato che in Ticino la situazione attuale è addirittura inversa, nel
senso che – dati alla mano – sono le forze minori ad essere sovrarappresentate
nell’emiciclo. In un momento in cui il Gran Consiglio conta ben 12 formazioni politiche
rappresentate – il numero più alto della storia politica ticinese – la
questione della governabilità e dell’efficienza parlamentare assumono
un’importanza cruciale per il futuro delle nostre istituzioni. Da non
dimenticare una costatazione importante sul tema della rappresentatività:
l’aumento del numero di formazioni politiche non è coincisa con un aumento
della partecipazione elettorale al voto, anzi.
I tempi non sono
maturi per una simile scelta nel nostro Cantone? Avremmo preferito fosse il
popolo a dircelo. Perché, un sistema elettorale, non deve solo garantire rappresentanza
estesa, ma deve anche, e soprattutto, consentire che da essa possa nascere
un’azione politica efficace.

