Lorenzo De Micheli
Social Media, le responsabilità delle piattaforme
Redazione
07.01.2025 14:03

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Oggi ci troviamo di fronte a una sfida
delicata: come genitori e come società, desideriamo proteggere i nostri figli
dalle influenze negative che minacciano il loro benessere, dalle dipendenze ai
media fino alle sostanze nocive. Tuttavia, mentre ci impegniamo a farlo,
sembriamo ancora ignorare il crescente impatto delle cosiddette droghe
digitali. È moralmente accettabile permettere ai giovani di essere esposti a
contenuti digitali studiati per creare dipendenza, che catturano la loro
attenzione e li tengono intrappolati per ore? Come possiamo ignorare i danni
alla salute mentale e fisica dei nostri figli, che potrebbero essere prevenuti
affrontando alla radice questo problema?
La questione non è se la marijuana sarà
legalizzata o meno; la vera sfida è l'ipocrisia nel trattare alcuni prodotti
che creano dipendenza come legittimi strumenti di mercato. Come possiamo
accettare la vendita di contenuti videoludici che spingono i giovani a comprare
gemme e premi digitali, alimentando dipendenze economiche e psicologiche? È
moralmente inaccettabile. Non possiamo più tollerare che la salute dei nostri
giovani venga sfruttata a fini di profitto.
Le piattaforme digitali devono assumersi la
loro responsabilità. Non possiamo permettere che continuino a rilasciare
contenuti in maniera atta a creare dipendenza, rubando tempo prezioso alla
qualità della vita familiare. Questi strumenti, per quanto tecnologicamente avanzati,
stanno diventando pervasivi, trasformando il tempo di qualità che genitori e
figli dovrebbero trascorrere insieme in dibattiti accesi e continui su limiti
di utilizzo. Non è accettabile che le nostre interazioni familiari siano
contaminate da ciò che possiamo definire una dipendenza mediatica.
Durante l'adolescenza, tra i 12 e i 16
anni, ragazzi e ragazze non hanno ancora sviluppato appieno la capacità critica
che emerge con la maturazione della corteccia prefrontale, rendendoli
particolarmente vulnerabili a queste influenze. Sebbene in seguito saranno in
grado di destreggiarsi meglio, è proprio in questa fase che un rapporto di
qualità con i genitori diventa cruciale per proteggerli e guidarli verso scelte
più consapevoli.
Diamo più serenità alle famiglie. Questo è
fondamentale per rendere la nostra società più equilibrata. Il tempo di qualità
coi figli è un bene da difendere a spada tratta. Quando le famiglie sono
serene, tutta la società ne beneficia. Questo non è solo un vantaggio individuale,
ma un risultato positivo per l'intera collettività.
Sì, la libertà di espressione è un diritto
fondamentale, ma dobbiamo riconoscere che molte di queste piattaforme non
promuovono informazione o cultura, bensì lucrano su meccanismi di dipendenza
indotta. Certamente, esistono contenuti di valore, ma sono offuscati da
prodotti che banalizzano la violenza e incitano alla superficialità. I nostri
legislatori devono aggiornare le norme per affrontare queste sfide moderne e
proteggere il futuro delle nuove generazioni.
Non si tratta solo di leggi, ma di
costruire una società in cui il benessere e lo sviluppo dei nostri figli
vengano prima dei profitti. È ora di promuovere un equilibrio tra produzione
responsabile dei media e qualità della vita familiare e sociale, per il bene di
tutti.
Lorenzo De Micheli,
Costituzione Radicale

