Associazione Momò Skateboarding
"Skatepark a Mendrisio e polveri fini: ora facciamo chiarezza"
Redazione
10.11.2023 15:12

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La preoccupazione più grande dei referendisti, contrari e
scettici è l’esposizione dei giovani skater e utilizzatori dell’area di svago
all’inquinamento da polveri fini. Per chi ancora non se ne fosse accorto, a
Mendrisio abbiamo una piscina comunale confinante ad una delle autostrade più
trafficate della Svizzera. Nondimeno, il Centro Sportivo Adorna è anch'esso
situato in prossimità di una strada cantonale altamente trafficata e inquinata,
come si nota dal serpentone di auto che si viene a creare ogni sera in
direzione della dogana Brusata di Novazzano. Ed ancora abbiamo scuole medie,
licei, SUPSI, ecc. che si riversano in prossimità di strade e ferrovie che non
creano nessun dissenso da parte della popolazione. Un altro esempio concreto è
lo skatepark di Lugano, che molti giustamente elogiano, situato a lato di Via
Trevano, asse stradale che conta un passaggio di automobili pari a 3 volte
tanto quello di Mendrisio.
Sulla base dell’attuale mole di traffico della regione, non
ci risulta che l’area dell’ex macello sia sottoposta ad un tale flusso
veicolare da mettere in pericolo la salute degli utilizzatori. I valori di PM10
e PM2.5 (polveri fini) sono elevati in tutta Mendrisio e il traffico lo
troviamo ovunque nel Mendrisiotto, non certo in modo più particolare all’ex
macello. Contrariamente, in futuro uno degli obiettivi pianificatori della
città consiste nell’abbassare il limite di velocità lungo il tratto stradale
che collega l’area di svago alla stazione, favorendo la mobilità lenta e le
zone di incontro. Non da ultimo il limite generale di 30 km/h indurrà ad una
circolazione fluida che permetterà un abbassamento delle emissioni di CO2, in
futuro ancora più accentuato dalla costante espansione di automobili elettriche
che ridurranno le emissioni del traffico individuale motorizzato.
Per i contrari il “problema” rimane tuttavia uno skatepark
situato in prossimità di 2 rotonde. Le stesse persone che erano favorevoli
all’ubicazione di un centro giovani, da un lato affacciato sui binari e
dall’altro su Via Stefano Franscini, ora si oppongono all’area di svago dell'ex
macello. Delle domande sorgono dunque legittime, non potrebbe essere che queste
stesse persone in fondo uno skatepark non lo vogliano? E che non vogliano supportare
le lotte e le ambizioni dei giovani della propria città non assecondandoli nel
realizzare i propri sogni?
Dovrebbero essere le automobili ad adattarsi alle persone e
non le persone ad adattarsi alle automobili…

