Votazioni 9 giugno
Sì al salvataggio delle pensioni
Redazione
31.05.2024 15:48

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il
comitato a sostegno delle misure di compensazione IPCT esprime nuovamente
l’importanza di votare SÌ il prossimo 9 giugno: una modifica di legge
essenziale per salvaguardare la dignità delle pensioni di migliaia di persone
che operano nell’ambito di importantissimi settori d’interesse pubblico. Non si
tratta del risanamento dell’IPCT, ma di misure a diretto sostegno dei futuri
pensionati – affinché non si taglino del 15% le loro pensioni. Uno Stato moderno
e in sintonia con il Paese non si riforma penalizzando i moltissimi
professionisti che operano sul territorio.
Toccati moltissimi ticinesi, che svolgono lavori
essenziali per tutti
Gli
assicurati attivi dell’IPCT sono 17'000 dipendenti (circa il 6% della forza
lavoro in Ticino). Ben 16'300 sono lavoratrici e lavoratori residenti in
Ticino: il loro impatto sull’economia cantonale è estremamente rilevante.
Essi sono attivi presso lo Stato, nei Comuni, ma anche in Enti, Associazioni e
Fondazioni in tutto il Cantone: impiegati, agenti di polizia e di custodia, docenti
cantonali e comunali, personale di cura di case anziani e servizi domicilio,
operatori socioeducativi. Parliamo di personale indispensabile al buon
funzionamento dello Stato, della scuola, dei servizi sussidiati, della società
e dell’economia dell’intero Cantone.
La cassa pensione ticinese è nella media svizzera,
ma rischia di essere tra le peggiori
Oggi le condizioni
previdenziali IPCT, tenendo conto sia dei costi sia delle prestazioni, si
situano nella fascia medio-bassa nel confronto con casse pubbliche presenti
in Svizzera: gli assicurati IPCT non beneficiano quindi più di alcun privilegio
pensionistico (rispetto al passato). Se la modifica legge IPCT venisse respinta
dal popolo ticinese il prossimo 9 giugno, le rendite di vecchiaia IPCT figurerebbero
tra le più basse di tutte le casse pensioni pubbliche in Svizzera e i
dipendenti con salari bassi finirebbero per ricevere pensioni bassissime, molto
vicine ai minimi di legge: una situazione molto grave che si ripercuote
anche sulla dignità del lavoro e la sua attrattiva – soprattutto in settori
(come la sanità) dove già oggi manca manodopera. Non si tratta
di colmare la sottocopertura della cassa, ma di decidere quale livello di
rendite si vuole offrire agli assicurati. Per il datore di lavoro è una
questione di responsabiltà diretta verso i propri dipendenti.
Le misure di compensazione sono la normalità
Praticamente
tutti gli istituti di previdenza svizzeri e ticinesi si sono confrontati con la
riduzione del tasso di conversione e hanno previsto misure di compensazione a
carico di datori di lavoro e assicurati attivi. La diminuzione
progressiva del tasso di conversione, cioè del fattore che moltiplicato per gli
averi di vecchiaia determina la rendita, è indispensabile (obbligatoria) per garantire
la stabilità finanziaria dell’IPCT e trae origine:
1)
dall’aumento della speranza di vita
2)
dalla diminuzione della resa degli investimenti nel
contesto economico recente.
Sacrifici equi
La modifica di legge indica che sia i dipendenti,
sia i datori di lavoro verseranno maggiori contributi sui salari assicurati, allo scopo
di mantenere quasi invariato il livello delle rendite future di vecchiaia IPCT.
Le misure di compensazione hanno un costo pari a 14,6 milioni di franchi all’anno
per il Cantone, ai quali vanno aggiunti 7,2 milioni a carico degli altri datori
di lavoro affiliati all’IPCT. Gli assicurati contribuiranno direttamente con un
aumento del prelievo sul loro salario assicurato e indirettamente tramite lo
scioglimento degli accantonamenti creati dall’IPCT a questo fine.
Il Comitato di
sostegno al sì alle misure di compensazione IPCT,
Alessandro Speziali, PLR
Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino & Lavoro
Fabrizio Sirica, PS
Fiorenzo Dadò, Il Centro
Samantha Bourgoin, Verdi
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