Manuele Bertoli
SÌ al nodo intermodale di Locarno
Redazione
03.06.2025 14:00

Foto: ©Gabriele Putzu
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Il prossimo 15 giugno andremo a votare sul
nodo intermodale alla stazione di Locarno, un progetto che risolverà,
finalmente, i problemi odierni di interconnessione tra treni e bus in questo
luogo.
Attualmente chi scende dal treno a Locarno e
vuole prendere un bus in direzione della città, di Ascona, di Losone, di
Brissago o della Vallemaggia, deve attraversare la strada principale mediante
un normale passaggio pedonale, bloccando il flusso di auto, ed aspettare il
mezzo pubblico su un marciapiede senza nessuna protezione in caso di pioggia.
Lo stesso accade per chi arriva da questi luoghi o per chi prende il bus in
direzione contraria, verso Minusio, Tenero o Bellinzona, pur non dovendo in
questo caso compiere l’attraversamento della strada. Una situazione non più
accettabile. Per queste ragioni è stato progettato il nodo intermodale sul
quale andremo a votare.
Se il progetto sarà accolto in votazione
popolare, i viaggiatori in arrivo con il treno potranno andare a prendere il
bus davanti alla stazione, in una moderna area coperta dedicata al trasbordo,
come accade praticamente dappertutto nelle altre città. Senza attraversare la
strada cantonale, senza grandi spostamenti, in maniera decisamente più comoda e
sicura rispetto ad oggi. Anche gli automobilisti che passano accanto alla
stazione ne beneficeranno, non dovendosi fermare ogni volta al passaggio dei
pedoni che vanno a prendere il bus.
Chi ha lanciato il referendum a parole
vorrebbe “salvare” quella strada che dalla stazione porta direttamente al
lungolago, viale Cattori, ma le ragioni di questo “salvataggio” non sono
convincenti. Il progetto di nodo intermodale davanti alla stazione prevede
infatti che in quella via, che oggi è comunque occupata da dei parcheggi ed è
percorsa da non poche automobili, passeranno i bus in direzione della stazione,
che per tanti che siano (il Locarnese non conosce decine di linee di bus)
produrranno in ogni caso una riduzione del numero di passaggi, quindi meno
traffico. Al posto delle molte automobili attuali ci sarà in media un bus ogni4
minuti e i pedoni potranno come oggi andare verso il lago percorrendo il
marciapiede, e quindi per loro non cambierebbe nulla. Il cosiddetto
“salvataggio” di viale Cattori sarebbe quindi piuttosto teorico, se non
controproducente, perché manterrebbe il traffico che oggi percorre quella via,
più impattante di quello futuro.
Naturalmente, come sempre in questi casi, i
fautori del NO avanzano idee alternative, come quella di costruire il nodo
intermodale dietro la stazione, a Muralto, ma si tratta di ipotesi di progetto
che, nel migliore dei casi, potrebbero forse vedere la luce tra parecchi anni,
lasciando i numerosi utilizzatori del trasporto pubblico, tra cui anche non
pochi turisti, con un’infrastruttura vecchia e desueta per molto tempo. In ogni
caso qualsiasi soluzione dietro la stazione obbligherebbe comunque i viaggiatori
a trasferimenti a piedi più lunghi e scomodi rispetto alla soluzione davanti ad
essa.
Il trasporto pubblico ha fatto grandi passi
avanti nel nostro Cantone un po’ dappertutto, e anche Locarno merita un nodo
intermodale moderno ed efficiente. Attendere le calende greche per progetti la
cui miglior concezione è tutta da dimostrare non ha senso, a meno di perdere
ancora una volta l’occasione. E allora cogliamo l’attimo e votiamo SI
all’ammodernamento di questa infrastruttura.
Manuele Bertoli

