Andrea Togni
Sette municipali part-time non bastano più
Redazione
15.05.2025 16:15

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Dopo
la lunga e travagliata votazione di lunedì sera in Consiglio comunale a Lugano,
che sia chiaro, esprimo una riflessione personale, senza alcuna pretesa
di verità assoluta: a fronte di sfide sempre più complesse, è forse urgente una
riforma del Municipio e delle partecipate alla ricerca di una maggiore
trasparenza, efficienza e fiducia.
Chi è
interessato alla “cosa pubblica” ha notato come il ruolo dei municipali sia
sottoposto a pressioni crescenti. L’aumento del carico amministrativo, la
complessità delle sfide strategiche e la necessità di una visione a lungo
termine richiedono un impegno difficilmente conciliabile con una carica "a
tempo parziale". Eppure, la struttura municipale di Lugano continua a
prevedere sette membri part-time, con livelli di coinvolgimento e compenso che
non riflettono le esigenze del ruolo.
Su
questo, si incastra la questione delle società partecipate comunali, che apre
ulteriori interrogativi ed infinite discussioni sulla nomina dei loro consigli
d’amministrazione. La commistione, tra rappresentanza politica e
gestione operativa, solleva dubbi di trasparenza, credibilità e disaffezione
popolare. In molte città svizzere si stanno adottando modelli che
distinguono chiaramente tra funzioni politiche e gestionali. I CdA sono
composti da figure indipendenti, con competenze specifiche ed esperienza, a
favore di una governance solida e strutturata.
L’art.
3a della Legge sull’organizzazione del Consiglio di Stato e
dell’Amministrazione stabilisce, per esempio, che i Consiglieri di Stato non
possono percepire compensi (tantièmes) per incarichi svolti in rappresentanza
del Cantone. Non è forse tempo che anche Lugano segua questa strada, avviando
una riflessione sull’opportunità di aumentare il grado d’occupazione e
retribuzione dei municipali? Eventualmente, in ottica di contenimento della
spesa, ipotizzando pure la riduzione dell’Esecutivo da 7 a 5? Perché non
liberare i municipali dalla necessità – o dal privilegio – di percepire
compensi dalle partecipate, aprendo così la strada a nomine indipendenti e
competenti, al riparo da ogni sospetto di "cadreghismo"?
Oggi,
più che mai, è necessaria una governance moderna e trasparente. Servono criteri
chiari per la selezione dei membri dei CdA, una distinzione tra politica e
competenza tecnica, e una strategia conseguente di governance.
Non si
tratta di ideologia, ma di analizzare un sistema che mostra sempre più crepe.
Forse è ora di aver coraggio per cambiare.
Andrea Togni, consigliere comunale Plr Lugano

