Joy G Cometta
Servizio pubblico e coerenza politica, il nodo ticinese
Red. Online
18.02.2026 16:17

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Nel
dibattito ticinese sul servizio pubblico e sui presunti «valori svizzeri» emergono contraddizioni che mettono in discussione la credibilità di alcuni
protagonisti politici. Fa
discutere il fatto che Lorenzo Quadri abbia consentito, tra il 2017 e il 2022,
al lobbista J. Aschwanden, legato a Liberty Global, l’accesso alle sale private
del Parlamento. Successivamente, Piero Marchesi ne avrebbe garantito la
continuità. Un segnale interpretato da alcuni come un sostegno alla concorrenza
straniera nei confronti della SSR, che solleva interrogativi sul peso degli
interessi esteri nelle istituzioni federali. Un
ulteriore elemento riguarda un esponente favorevole all’iniziativa 200 franchi
che ha mosso mari e monti per essere nel Consiglio di amministrazione delle
AIL, alimentando dubbi su possibili intrecci tra ambizioni personali e gestione
pubblica.
Un cantone che invecchia
Il caso
della RSI è emblematico, i sostenitori della riduzione del canone non
considerano l’indotto economico e culturale generato sul territorio. In un
cantone che invecchia e fatica a trattenere i giovani, ridurne la presenza
significa mettere a rischio posti di lavoro qualificati e opportunità di
sviluppo. Particolarmente
criticata è stata la posizione di due consiglieri di Stato che, sul tema del
canone, si sono smarcati senza chiarire come compensare le possibili ricadute
economiche e sociali. Dimostrando una scarsa lungimiranza e visione a lungo
termine a favore del nostro cantone. Parlare di
tagli senza considerare le conseguenze su famiglie e lavoratori alimenta la
distanza tra istituzioni e cittadini.
No all'iniziativa
La
questione di fondo resta la fiducia. Può una politica che si proclama difensore
dell’identità nazionale ignorare il diritto di una minoranza alla perequazione
e al giusto trattamento che fa grande la nostra nazione? Senza una riflessione
seria sull’impatto umano delle scelte finanziarie, il rischio è quello di
accrescere sfiducia e precarietà in un territorio già fragile come il nostro. No all’iniziativa
dei 200 franchi!
Joy G
Cometta, muncipale Arogno

