Cosimo Lupi
Servizio civile: una revisione per ristabilire l’equilibrio
Redazione
19.05.2026 07:28

Foto: ©CIVI
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Il prossimo 14
giugno 2026 saremo chiamati alle urne per esprimerci sulla revisione della
Legge sul servizio civile. Si tratta di un tema che tocca da vicino il
funzionamento del nostro sistema di milizia e, più in generale, la capacità
della Svizzera di garantire sicurezza, solidarietà e coesione.
Negli ultimi anni,
il numero di passaggi dall’esercito al servizio civile è aumentato in modo
marcato. Questo fenomeno non riguarda soltanto l’esercito, ma ha ripercussioni
anche sulla protezione civile e quindi sulla capacità di gestione delle
emergenze. Quando un numero crescente di persone lascia l’esercito, infatti, si
riduce il bacino complessivo di cittadine e cittadini disponibili per
intervenire in caso di necessità. Il risultato è un sistema più fragile proprio
nei momenti in cui dovrebbe dimostrarsi più solido ed efficiente.
Un primo argomento
a favore del Sì riguarda dunque il ripristino dell’equilibrio tra i diversi
strumenti del nostro modello di milizia. Esercito, protezione civile e servizio
civile devono essere complementari e rafforzarsi a vicenda, non entrare in competizione.
Solo così è possibile assicurare una risposta coordinata ed efficace alle sfide
del presente e del futuro.
Un secondo punto
centrale è quello dell’equità. La scelta tra esercito e servizio civile deve
rimanere una decisione basata su convinzioni personali profonde, legate ai
conflitti di coscienza. Non deve invece trasformarsi in una scorciatoia dettata
da considerazioni di comodità. Se una delle due opzioni diventa sensibilmente
più attrattiva in termini di condizioni o di impegno richiesto, si crea uno
squilibrio che mette in discussione la credibilità e la legittimità dell’intero
sistema.
Vi è poi un terzo
elemento: la capacità della Svizzera di reagire alle crisi. Che si tratti di
catastrofi naturali, emergenze sanitarie o tensioni internazionali, il nostro
Paese si fonda su un sistema di milizia solido, affidabile e ben coordinato.
Indebolire uno dei suoi pilastri significa inevitabilmente indebolire anche gli
altri, con conseguenze concrete sulla nostra sicurezza collettiva.
La revisione
proposta non mette in discussione il valore del servizio civile, che resta un
pilastro importante del nostro sistema. Al contrario, mira a preservarlo nel
lungo periodo, evitando uno sviluppo squilibrato che rischierebbe di
comprometterne la sostenibilità e l’accettazione.
Sostenere questa
revisione significa quindi rafforzare l’insieme del nostro sistema di milizia,
garantendo equilibrio, equità ed efficacia. È una scelta responsabile per
assicurare che anche in futuro la Svizzera disponga degli strumenti necessari
per affrontare con prontezza e solidarietà le sfide che la attendono.
Cosimo Lupi, Consigliere comunale PLR Gordola

