Lorenzo Quadri
Senza contante non c’è libertà: l'8 marzo votiamo Sì
Redazione
18.01.2026 07:16

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Il caso dell’ex colonnello
svizzero Jacques Baud, residente a Bruxelles, è emblematico: nel dicembre
scorso Baud è stato sanzionato dall’Unione europea con l’accusa di propaganda
filorussa. I suoi conti bancari sono stati bloccati. Il tutto senza processo. Non
è complottismo. E' cronaca.
In questo contesto, il denaro
contante assume una valenza che va oltre l’economia: è una difesa contro
l’abuso di potere e contro l’eccesso di controllo. I pagamenti elettronici sono
comodi, nessuno lo nega, ma rendono tutti ricattabili e monitorabili. Senza
contante, guardoni statali e privati possono sapere dove, quando, quanto e come
spendiamo.
C’è poi l’aspetto pratico. Quando
manca la corrente elettrica, il “progresso” si inceppa. A fine aprile 2025, in
Spagna, un blackout ha lasciato al buio gran parte del Paese e con esso sono
spariti gli acquisti digitali: niente POS, niente app, niente biglietti
elettronici. A Berlino, a inizio gennaio, un incendio doloso appiccato da
estremisti di sinistra ad un ponte di cavi elettrici ha lasciato decine di migliaia
di abitazioni e di imprese al buio per giorni. Non esiste alcuna garanzia che
la corrente - indispensabile per i pagamenti elettronici - sia sempre
disponibile.
Eppure, il contante è sotto
attacco. Banche e PostFinance smantellano i bancomat “per ragioni di sicurezza”.
Varie aziende pubbliche spingono l'utenza verso i pagamenti digitali. Trasporti
pubblici, parcheggi e mercatini iniziano a rifiutare monete e banconote. In
Ticino presto non si potrà più acquistare biglietti del bus in contanti. A
Zurigo, al mercatino natalizio in stazione, gli espositori sono stati
inizialmente obbligati al cashless, con tanto di minaccia di multe per chi
avesse sgarrato. Solo la reazione dei cittadini ha costretto a fare marcia
indietro.
Per questo, il voto dell’8 marzo
sull’iniziativa popolare “Il denaro contante è libertà” non è un dettaglio
tecnico. L’iniziativa chiede che le banconote restino disponibili in quantità
sufficiente, e che un eventuale passaggio a un’altra valuta sia deciso da
popolo e Cantoni. Il controprogetto di governo e parlamento va nella stessa
direzione ma rimane troppo vago. Occorre pertanto sostenere l'iniziativa.
Votare un Sì convinto significa
mandare un segnale chiaro al Paese: il contante non si elimina. Ma non basta assicurare
l'esistenza del denaro fisico. Tutti i fornitori di prestazioni devono essere tenuti
ad accettare pagamenti in contanti. Sarà la prossima battaglia.
Se non difendiamo questa libertà
oggi, domani potrebbe essere troppo tardi.
Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi

