Tiziano Galeazzi
Sempre più complicato il rapporto tra cittadini e Istituzioni?
Redazione
22.05.2025 17:33

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Problematiche di vicinato, da alberi tagliati e mai ripiantati a
scarichi che sporcano e puzzano, ricorsi, sentenze e controricorsi, oltre che
domande senza risposta, richieste di spiegazione mai accolte e, in ultima
analisi, una fiducia che si sgretola. La trasmissione della RSI ‘Patti Chiari’
d’inizio maggio, ha aperto un vaso di Pandora sui rapporti tra cittadini e
autorità, sia comunali che cantonali. Al di là dei singoli casi, alcuni
clamorosi, trascinatasi per anni con conseguenze emotive e economiche non
indifferenti per non arrivare a una soluzione, colpisce il senso di
frustrazione e di delusione che emerge.
In un precedente articolo sui media, scrissi che le Istituzioni comunali
e cantonali, dovrebbero mettere maggiormente al centro il cittadino e non il
contrario. Ora, quanto affermato qualche mese fa, ha trovato in parte conferma
in questa trasmissione di Patti Chiari.
Il 78% dei cittadini interpellati durante la trasmissione (un sondaggio
che come detto dai conduttori non ha basi scientifiche, ma è in ogni caso
orientativo) sottolineava un certo malessere tra la popolazione: essa non si
sente ascoltata dal proprio Comune o Cantone. Questa insofferenza deve far
riflettere sul ruolo delle istituzioni e andrebbe risolta. È chiaro che non si
possano accontentare tutti, ma non è ammissibile nemmeno farsi trovare
impreparati di fronte a temi e problemi sempre più complessi cui la
cittadinanza è chiamata a far fronte.
Servono una burocrazia più snella
e dinamica, una maggior padronanza del concetto di lavoro istituzionale da
parte di molti funzionari, essi siano cantonali o comunali. Nei Comuni a
livello politico, i Municipali dovrebbero avere maggiori conciliazione e
preparazione individuale adeguate ai tempi in cui viviamo.
C’è sempre l’annosa questione
relativa al ruolo politico di milizia o di professione. Sono e resto difensore
del concetto di “milizia”, probabilmente però sarebbero necessarie migliori formazione
e istruzione. Sottolineo a tal proposito quale esempio il Comune di Lugano che offre
la formazione continua all’interno della propria Amministrazione, di cui ho
potuto usufruire con piacere quando vi ho partecipato attivamente quale
Municipale.
Oltre ai temi specifici che ho scelto,
ho anche avuto il pregio di sedere tra i banchi con alcune e alcuni
collaboratori della città e condividere con loro le tematiche toccate. Si potrà
certamente obiettare che Lugano si può permettere un centro di formazione,
mentre altri no. Ritengo in ogni caso che i Comuni che non hanno questa possibilità,
potrebbero impegnarsi maggiormente e unirsi ad altri Comuni per sviluppare
incontri formativi mirati. Il Cantone, nel merito, ha già delle piattaforme di
formazione/informazione anche rivolta ai Comuni, che andrebbero spinte
maggiormente negli Esecutivi e Legislativi.
Il loro uso può portare un beneficio
diretto a coloro che si occupano della politica locale e in forma indiretta,
alla cittadinanza che avrebbe più facilità ad avvicinarsi, sentirsi ascoltata e
aiutata.
di Tiziano Galeazzi, Gran Consigliere e già Municipale di Lugano

