Giovanna Pedroni
Sanità Svizzera: un primo passo per curare il sistema
Redazione
24.10.2024 15:48

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Settembre è ormai da qualche anno sinonimo di
"salasso" coincidente con la comunicazione dei premi della cassa
malati per l’anno seguente: negli ultimi tre anni, abbiamo assistito a un
aumento medio dei premi del 30%. Nel 2022, il premio medio mensile per persona
era pari a 868 franchi, l’equivalente di un secondo affitto. Il sistema
sanitario svizzero è malato e non ha una cura semplice e immediata. La
votazione del prossimo 24 novembre rappresenta un’occasione cruciale per
iniziare a sanare le distorsioni del nostro sistema, attraverso una riforma
fondamentale che riguarda il finanziamento uniforme delle prestazioni
sanitarie. Uno dei principali vantaggi di questa riforma risiede nel
potenziamento della medicina ambulatoriale. Grazie ai progressi tecnologici,
molti interventi possono oggi essere eseguiti senza la necessità di ricoveri
ospedalieri, consentendo un notevole risparmio di risorse e permettendo ai
pazienti di riprendere più celermente la loro quotidianità. Tuttavia, l’attuale
sistema continua a favorire i ricoveri, anche quando non strettamente
necessari, poiché le assicurazioni malattia coprono una percentuale inferiore
dei costi ambulatoriali rispetto a quelli ospedalieri. La riforma porrà rimedio
a queste discrepanze, favorendo cure più efficienti e meno onerose, e
alleggerendo così il sistema, oggi sovraccarico. Inoltre, il finanziamento
uniforme contribuirebbe a migliorare significativamente il coordinamento delle
cure. La carente sinergia tra medici, ospedali e altri attori del sistema sanitario
genera inefficienze e duplicazioni inutili, traducendosi in uno spreco ingente
di risorse. Quante volte ci siamo trovati da uno specialista a ripetere esami
già effettuati dal medico di base poco tempo prima? Con un sistema di
finanziamento unificato, tutti gli attori sanitari sarebbero incentivati a
collaborare in modo più integrato, riducendo i costi complessivi e garantendo
una cura più coerente, particolarmente cruciale per i pazienti affetti da
patologie croniche, che necessitano di continuità assistenziale. Un altro
elemento centrale della riforma è lo sgravio economico per gli assicurati. Oggi
i premi delle casse malati crescono a un ritmo ben superiore ai costi sanitari
stessi, una dinamica chiaramente insostenibile. La riforma arresterebbe questa
tendenza, riducendo sensibilmente i costi complessivi del sistema sanitario. Si
stima un risparmio annuo di 440 milioni di franchi, che solleverebbe
notevolmente il carico finanziario sui cittadini, e migliorerebbe
parallelamente l’efficienza delle prestazioni sanitarie. In conclusione, la
riforma del finanziamento uniforme delle prestazioni sanitarie, includente un
rafforzamento della medicina ambulatoriale, un miglioramento del coordinamento
e una razionalizzazione dei costi, rappresenta il primo passo necessario per
curare un sistema malato e divenuto insostenibile sotto il profilo economico.
Sebbene non sia la panacea di tutti i mali, essa costituisce un intervento
imprescindibile. È ora di avviare un cambiamento concreto, affinché la qualità
delle cure e la sostenibilità economica possano finalmente iniziare a camminare
insieme.
Giovanna
Pedroni, Consigliera Comunale Bellinzona, Segretaria Giovani del
Centro

