Gabriella Benaglia
Sanità dentale, i rischi di un cambio di rotta: meglio prevenire che curare
Red. Online
21.05.2026 09:48

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In Ticino, il Servizio dentario scolastico rappresenta da anni uno dei
principali strumenti di tutela della salute orale tra i più giovani. Ogni anno
coinvolge oltre 20’000 bambini e ragazzi, raggiungendo circa il 70% della
popolazione scolastica, il costo medio per allievo resta contenuto, inferiore
ai 150 franchi e una larga parte delle risorse viene investita nella
profilassi. L’intervento precoce, già a partire dai tre anni, consente di
promuovere abitudini corrette e ridurre sensibilmente il bisogno di cure nel
futuro. Difatti, al termine dell’obbligo scolastico, i ragazzi spesso non hanno
carie, sono stati seguiti regolarmente, hanno capito l’importanza dell’igiene
orale e della fluorizzazione. In seguito interviene l’igienista dentale,
operatrice sanitaria specializzata nella prevenzione, con il compito di fornire
a tutta la popolazione le informazioni e le cure necessarie per un buon
mantenimento della salute orale. Con una spesa annua complessiva di circa 3
milioni di franchi, suddivisa tra prevenzione e trattamenti, il sistema ha
ottenuto risultati concreti e gode del sostegno delle famiglie. Proprio
l’efficacia di questo modello solleva interrogativi riguardo a possibili
cambiamenti strutturali.
Tra le proposte in discussione figura, infatti,
l’introduzione di un’assicurazione obbligatoria per le cure dentarie. Una
riforma che, secondo diversi osservatori, potrebbe compromettere un sistema che
funziona. Uno dei principali timori riguarda la gestione delle risorse
pubbliche. L’adozione di un sistema assicurativo misto, in parte finanziato
dallo Stato e in parte dai contributi, potrebbe spingere il Cantone, già
sottoposto a pressione finanziaria, a riorientare i fondi disponibili. In
concreto, per sostenere i costi dell’assicurazione, si rischierebbe di ridurre
o addirittura eliminare finanziamenti oggi destinati alla prevenzione, come
quelli per il Servizio dentario scolastico. Si verrebbe così a creare una
dinamica potenzialmente controproducente: meno investimenti per evitare le
patologie e più spese per curarle. Un approccio che, sul lungo periodo,
potrebbe rivelarsi meno efficiente e più oneroso per il sistema sanitario nel
suo complesso. A livello più generale, il dibattito tocca anche aspetti legati
al comportamento individuale. L’introduzione di una copertura obbligatoria
delle cure comporterebbe infatti un cambiamento negli incentivi: se i costi
vengono distribuiti collettivamente, tende a diminuire la responsabilità
personale nella prevenzione. Le esperienze internazionali confermano in parte
questa tendenza. Nei Paesi dove le cure dentarie sono ampiamente coperte da
sistemi pubblici assicurativi, si osservano spesso livelli di spesa più elevati
e risultati meno soddisfacenti in termini di salute orale.
Ciò è dovuto anche
alla maggiore complessità amministrativa e alla presenza di incentivi meno
efficaci rispetto a modelli basati sulla responsabilizzazione dei pazienti.
Alla base del successo del sistema svizzero vi è proprio l’attenzione alla
prevenzione. L’educazione all’igiene orale, una corretta alimentazione e l’uso
di fluoruri, hanno contribuito in modo determinante al miglioramento generale
della salute dentale della popolazione. Secondo il parere di noi professionisti
del settore, mantenere questo approccio è fondamentale. La salute di denti e
gengive può essere preservata a lungo grazie a semplici gesti quotidiani e
controlli regolari con una seduta di igiene dentale. Un eventuale cambiamento
di paradigma, con un minore incentivo alla prevenzione, rischierebbe non solo
di aumentare i costi, ma anche di indebolire i progressi raggiunti negli ultimi
anni. Da anni lavoro nel settore della prevenzione dentaria e ogni giorno tocco
con mano i risultati positivi del nostro collaudato sistema. Difendiamolo
quindi, votando no il prossimo 14 giugno all’introduzione di un’assicurazione
obbligatoria per le cure dentarie.
Gabriella Benaglia,
igienista dentale dipl. SSS, indipendente, presidentessa della Swiss Dental
Hygienists Ticino.

