OCST
Salario minimo: effetto positivo sui livelli salariali
Redazione
26.06.2024 15:57

Foto: ©Gabriele Putzu
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Nella
giornata di oggi il Consiglio di Stato ha presentato il messaggio sulla
valutazione dell’impatto del salario minimo, che si basa sul rapporto dell’IRE
su questo tema.
Ciò che
emerge da questo rapporto è giudicato molto positivamente dall’OCST. In primo
luogo i livelli salariali sia nei settori più toccati dalla legge che in quelli
toccati solo in parte sono aumentati. L’aumento ha riguardato i salari più
bassi, ma, a catena, anche quelli più elevati. Tutte le lavoratrici e i
lavoratori ne hanno quindi beneficiato.
Questo
aspetto ha inoltre portato un aumento della probabilità di impiego
nell’industria manifatturiera per le lavoratrici e i lavoratori svizzeri. Il
rapporto scongiura pure l’effetto di sostituzione. Durante il periodo
considerato non sono stati registrati effetti sull’occupazione, sulla
disoccupazione o sulle imprese che siano imputabili all’introduzione del
salario minimo.
Durante le
diverse fasi di discussione e di attuazione erano stati paventati invece
scenari allarmanti riguardo al fatto che la fissazione di un minimo salariale
legale avrebbe potuto avere un impatto negativo sull’economia, sull’occupazione
e sui salari, tanto che, appunto, era stata prevista un’analisi della
situazione prima di attuare la terza fase di introduzione del salario minimo.
Queste
ipotesi, che già allora sembravano contrarie alla logica, oggi vengono
definitivamente smentite dai dati. In effetti, come segnala il Consiglio di
Stato, non si segnalano effetti tali da impedire l’entrata in vigore della
terza fase di attuazione. Sottolineiamo invece gli effetti molto positivi
dell’entrata in vigore della legge su tutti i livelli salariali nei settori
coinvolti: questi effetti positivi sulle persone e sulle famiglie sono
all’origine del sostegno che l’OCST ha dato alla legge.
Questo
naturalmente non riduce in nessun modo l’importanza della contrattazione
collettiva che lavora su minimi salariali di natura economica e non sociale, e
prevede tutta una serie di misure volte a migliorare concretamente le
condizioni di lavoro nei diversi ambiti.
Il Consiglio
di Stato propone un aumento 25 cts all’ora degli importi previsti per la terza
fase e che saranno introdotti a dicembre di quest’anno e questo è dovuto, anche
perché i salari nell’economia privata pure sono aumentati.
Non ci
esprimiamo ancora invece relativamente alla richiesta del rincaro retroattivo
durante la fase di attuazione della legge.

