Raoul Ghisletta
Rivalutare le condizioni nel settore sociosanitario e socioeducativo
Redazione
23.12.2022 12:18

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La necessità di intervenire a
favore di migliori condizioni di lavoro nel settore sociosanitario e
socioeducativo è a parole riconosciuta da molti. Alcuni passi avanti sono stati
fatti, ma resta ancora molto da fare per rafforzare le condizioni quadro!
La crisi finanziaria del Cantone
e l’infausto corsetto del decreto Morisoli (risanamento delle finanze cantonali
entro il 2025 usando esclusivamente l’accetta sulle spese: una vera follia!)
sono degli ostacoli importanti sulla via del miglioramento delle condizioni del
personale sociosanitario e socioeducativo in Ticino.
Sempre di più in Ticino la classe
dominante lascia in difficoltà la classe lavoratrice, pensando solamente ai
propri interessi a breve termine, ossia pagare meno imposte: salvo poi fare del
populismo, lamentandosi che i datori di lavoro sociosanitari e socioeducativi
ricorrono a frontalieri.
Per anni il Cantone formava
giovani operatrici socioassistenziali, mentre tanti nidi e strutture extrascolastiche
assumevano solamente frontalieri sottopagati: non per cattiva volontà, ma a
causa delle pessime condizioni di finanziamento pubblico. Unicamente innalzando
le condizioni di lavoro tramite un buon contratto collettivo di lavoro -con copertura
finanziaria di Cantone e Comuni- è ora possibile attirare persone residenti e
fare in modo che lavorino stabilmente nel settore sociosanitario e
socioeducativo.
In queste
settimane stiamo raccogliendo le 7’000 firme per la riuscita dell’iniziativa
popolare del Sindacato VPOD Ticino, che vuole rafforzare le condizioni quadro
del settore sociosanitario e socioeducativo allo scopo di avere prestazioni di
qualità e di mantenere a lungo il personale formato in questi lavori.
Per
l’esattezza l’iniziativa popolare vuole inserire 5 principi validi per tutto il
settore sociosanitario e socioeducativo:
1. condizioni
lavorative minime valide per tutto il settore sociosanitario e socioeducativo
in modo da garantire una maggiore attrattività e una maggiore durata delle
carriere professionali (evitare l’abbandono precoce);
2. codificare
i diritti di pazienti e utenti;
3. introdurre una valutazione indipendente e trasparente della qualità nelle
strutture;
4. creare organi di mediazione per pazienti, utenti e personale;
5. codificare l’alta sorveglianza parlamentare sul settore.
Per cambiare
le cose non bastano i proclami e le promesse, ma occorrono nuove disposizioni
di legge. È ora di affrontare globalmente e seriamente la questione del
rafforzamento delle condizioni quadro dell’insieme del settore sociosanitario e
socioeducativo.
Raoul
Ghisletta, granconsigliere e segretario VPOD Ticino

