Olindo Vanzetta
Rinnovato appello, piombo ai predatori!
Redazione
06.02.2024 09:42

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Per il bene di questo
nostro Cantone e la sua gente, memori delle nostre secolari radici di contadini
pastori, urge debellare i grandi predatori e non vi sono emendamenti alcuni a
questa nostra sacrosanta legittima difesa.
La presenza del predatore
stravolge radicalmente il comportamento delle sue prede. In particolare la
capra evita i pascoli aperti dove è facilmente cacciabile per frammentarsi in piccoli
gruppi e frequentare zone impervie sfruttando la loro maggiore mobilità su
balze rocciose e dirupi, grazie ai loro particolari arti a unghia fessa con
forte presa e aderenza sulle rocce che i canidi non possiedono.
Reazioni di difesa che
mutano la naturale frequentazione stagionale dei pascoli, rimanendo difensivamente
in alta quota anche d’inverno. Terrorizzate dalla presenza del canide,
difficilmente scendono allo scoperto rendendo il loro recupero difficile e
pericoloso.
A chi blatera a favore
di una possibile convivenza, attraverso misure di protezione, suggerisco di
scendere dallo scranno dorato dove baldanzosamente stanno arroccati,
profumatamente pagati e con i piedi al caldo, per sentire e ascoltare frustrazioni
e rabbia dei pastori contadini che lottano per la loro dignità e sopravvivenza.
Conferenzieri faziosi
che non hanno mai allevato né munto una capra, ma che si ergono per pontificare
una possibile convivenza, dispiegando inique quanto ridicole misure di
protezione che fanno ridere le pietre.
A quei politici e
ambientalisti che difendono a spada tratta alle nostre latitudini i grandi predatori,
auguro di conoscere la fame. Fame che forse porterà loro maggior giudizio.
Olindo Vanzetta, Biasca

