Carlo Zoppi
Riformare i criteri di nomina dei CdA è una necessità aziendale e politica
Redazione
09.10.2026 09:29

Foto: © CdT/ Chiara Zocchetti
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Le recenti polemiche sui consigli d’amministrazione
delle società partecipate luganesi hanno riportato alla ribalta la tematica
dell’influenza della politica sulle aziende pubbliche. Un tema dalle
conseguenze potenzialmente enormi per la talvolta arcaica gestione del potere a
sud delle Alpi.
La sensibilità della popolazione sulla
trasparenza e i privilegi della classe politica è giustamente aumentata ed è
chiaro che la situazione attuale non può essere più mantenuta. I
cittadini, grazie alla digitalizzazione, diventano sempre più trasparenti nei
confronti delle autorità mentre quest’ultime sono tentate ad esserlo di meno verso
la propria popolazione.
La società evolve, la città è cambiata
molto negli ultimi anni, l'amministrazione comunale e i servizi hanno fatto dei
notevoli passi in avanti. Ora è tempo che anche la politica segua e
abbandoni le pratiche attuali di suddivisione dei consigli d’amministrazione
delle aziende partecipate.
Per superare questa impasse servono
delle regole e delle procedure chiare, che fissino i limiti, le capacità e le
competenze per una gestione più moderna e trasparente delle società partecipate
di proprietà della Città. La presenza di Consiglieri comunali nei CdA non può
più essere tollerata evitando così la sovrapposizione fra il ruolo di controllo
con il ruolo di amministratore, puntando invece sulle competenze reali delle
persone selezionate nel settore specifico. Gli emolumenti ricevuti, oltre a
dover essere di dominio pubblico, devono essere proporzionati al lavoro
effettivamente svolto e alle responsabilità assunte.
Per questo motivo è stata costituita la
Commissione speciale governance del Consiglio comunale che ha recentemente
firmato due rapporti con annesso un regolamento che ha come obiettivo proprio
quello di definire meglio competenze e procedure. Si tratta di un
regolamento sicuramente perfettibile che ha generato molto lavoro per raggiungere
un’ampia adesione, ma è anche un passo in avanti importante.
Molto lavoro dovrà essere ancora fatto
e sicuramente sarà indispensabile anche un cambio di cultura e mentalità nella
gestione pubblica da parte della politica spinta da una cittadinanza vigile,
perché da solo un regolamento non può fare miracoli.
Il Municipio ora raccoglierà le sue
osservazioni e avrà anche l'importante incarico di allestire l'Ordinanza di
applicazione che dovrà essere chiara e incisiva. La discussione in Consiglio
comunale sarà sicuramente accesa. La responsabilità della politica è intervenire e cambiare le cose che non funzionano più. Il
momento di farlo con le parole è finito e si deve passare ai fatti.
Carlo Zoppi, Consigliere comunale “La
Sinistra”

