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Riforma fiscale, una questione di opportunità
Redazione
24.05.2024 11:52

Foto: ©Chiara Zocchetti
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La narrativa dei contrari alla riforma fiscale in votazione il prossimo
9 giugno si concentra su un singolo elemento della stessa, per denunciare un presunto
regalo ai ricchi che costituirebbe un’ingiustizia nei confronti degli altri
contribuenti. Questa retorica non solo è falsa e fuorviante, ma anche mirata a
occultare le opportunità ed i notevoli benefici di cui beneficerebbe tutta la
popolazione in caso di accettazione della riforma.
Attualmente, la fiscalità in Ticino ha già un orientamento molto sociale:
i ceti meno abbienti beneficiano di importanti sgravi e sussidi e il ceto medio
di condizioni fiscali in linea con il resto della Svizzera. Quindi, qual è il problema?
Il problema consiste nel fatto che coloro che coprono una parte sostanziale dei
costi generati da questa fiscalità sociale, vale a dire quell’1% di contribuenti
facoltosi che genera il 33% del gettito fiscale del Cantone, sono al contrario
molto svantaggiati. In effetti, in uno Stato federale dove la concorrenza
fiscale è una realtà, il Ticino risulta essere tra i Cantoni in assoluto meno
attrattivi per questa fascia di popolazione. Riportando l’attrattiva del nostro
Cantone nella media Svizzera anche per gli alti redditi, la riforma fiscale creerebbe
opportunità di cui beneficerebbero tutti i cittadini.
In primo luogo, i contribuenti facoltosi che già vivono in Ticino ci
rimarrebbero ed altri ancora sarebbero incentivati ad eleggervi domicilio. Come
illustrato pocanzi, ciò andrebbe ad alleviare i contribuenti più modesti da un
carico fiscale maggiore. Inoltre, grazie ad una tassazione più equa del
capitale di previdenza, anche i neopensionati, destinati a crescere fortemente
nei prossimi anni, sarebbero incentivati a mantenere il proprio domicilio in
Ticino, continuando a contribuire anch’essi al gettito fiscale cantonale.
In secondo luogo, riducendo le imposte di successione attualmente in
vigore si rafforzerebbe la competitività e la capacità di investimento delle
imprese famigliari, tassello fondamentale del tessuto economico ticinese, contribuendo
a garantirne la continuità. Così facendo, verrebbero al contempo garantiti
impieghi e posti di tirocinio ben radicati nel territorio, a beneficio dei
nostri giovani e di tutta la collettività.
Infine, in un momento in cui il rincaro generalizzato mette sempre più
in difficoltà la popolazione, la riforma fiscale consentirebbe non solo di aumentare
il montante delle deduzioni professionali, ma soprattutto di mitigare gli
effetti dell’aumento del 3% del coefficiente d’imposta cantonale, previsto nel
2024, con uno sgravio lineare per tutti i cittadini.
In conclusione, chi ancora pretende che la riforma fiscale sia ingiusta
è evidentemente in cattiva fede. Infatti,
chi si esprimerà contro questa riforma sensata ed equilibrata, si assumerà il
rischio di impoverire il nostro territorio. Perciò, dopo anni di attesa e
tentennamenti, cogliamo l’opportunità di promuovere la crescita economica del
nostro Cantone e di garantire una fiscalità più equa e conveniente per tutti,
esprimendo un chiaro SÌ il prossimo 9 giugno.

