Danilo Forini
Riforma fiscale: una fregatura
Redazione
14.05.2024 14:31

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Enormi vantaggi per pochi (i
soliti) e le briciole per gli altri. La riforma fiscale cantonale in votazione
il 9 giugno è un grande affare soprattutto per chi guadagna più di 450'000.- franchi
all’anno grazie ad uno sconto delle tasse che, per una piccolissima categoria di
contribuenti, sarà addirittura del 20% (!): questo l’impatto per i
plurimilionari di una delle misure previste, la diminuzione dell’aliquota
massima sull’imposta sul reddito dal 15% al 12%. Quello che sembra un piccolo
ritocco, in realtà per pochi fortunati sarà un ulteriore sei al lotto. Per
tutti gli altri rimangono le briciole: uno sconto tra l’1 e il 2%, la solita
pizza offerta.
Di sicuro alla maggior parte
della popolazione rimarrà comunque sul gozzo un ben altro 20%: quello dell’aumento
dei premi di cassa malati negli ultimi due anni. Il 9 giungo avremo finalmente anche
l’occasione di votare l’iniziativa federale per “premi meno onerosi” che
prevede un freno all’aumento dei premi. Ma questa è un’altra storia.
Tornando alla riforma fiscale
cantonale, la considerazione più ragionevole da fare è perlomeno che questo non
è proprio il momento di fare regali fiscali per pochi. Proprio si tagliano le
prestazioni sociosanitarie, gli aiuti alle persone anziane, i sostegni ai giovani
in difficoltà e alle famiglie. Proprio quando si sono tagliati undici milioni
agli enti che sostengono le persone con disabilità.
Dapprima che si trovi la
maniera di uscire da questa situazione di crisi finanziaria delle casse
pubbliche e poi si potrà riparlare di deduzioni fiscali per i plurimilionari,
che – cifre alla mano – non è vero che sono diminuiti. Dal 2003 al 2020 sono
aumentai di 1870 unità le persone fisiche che in Ticino dichiarano un patrimonio
superiore ai 5 milioni. Un record svizzero. E una bella notizia.
Eppure, il Gran Consiglio aveva l’opportunità di
“spacchettare” le misure di questa riforma tributaria dando il via libera alle
misure non contestate da nessuno. Invece, anche con una certa arroganza, la
maggioranza politica ha voluto giocare la carta del “o tutto o niente”. Poco
male. Come socialisti abbiamo già ripresentato in Parlamento le tre misure di
sgravio che toccano anche il ceto medio che, in caso di un ragionevole rifiuto
popolare di questa riforma fiscale, potranno comunque entrare in vigore entro
fine anno: maggiori deduzioni per le spese professionali, l’aggiornamento
dell’imposta di successione e donazione e la riduzione dell’imposizione delle
prestazioni in capitale della previdenza.
Non facciamoci però fregare dal pacchetto completo e
votiamo di no il 9 giugno ad una riforma fiscale avvelenata.
Danilo Forini, deputato in Gran Consiglio

