Fabio Regazzi
Riforma fiscale: un po’ cornuti si, mazziati no
Redazione
07.06.2024 17:02

Foto: ©Gabriele Putzu
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
L’espressione
“cornuti e mazziati” non ha bisogno di spiegazioni. Ed è la prima che mi viene
in mente se penso alla situazione fiscale ticinese. Da oramai 50 anni non siamo
in grado di smuovere le aliquote di imposizione e oggi ci ritroviamo ad essere
tra i peggiori cantoni sia per quanto riguarda la tassazione del capitale di
previdenza (quello risparmiato per una vita), sia per quanto riguarda i buoni
contribuenti. Ma non solo: al momento di tassare le eredità tra discendenti non
diretti applichiamo aliquote che possono superare anche il 40% (un furto!) e
per la deduzione delle spese professionali –che toccano tutti i lavoratori nel
nostro cantone – siamo fra quelli messi peggio.
La (mini) riforma
in votazione si prefigge in definitiva di correggere alcune storture del nostro
sistema fiscale per rientrare nella media nazionale: né più, né meno!
Negli ultimi anni
non solo hanno lasciato il Cantone vari buoni contribuenti ma anche molti
(davvero molti) cittadini del ceto medio al momento di ritirare il capitale
previdenziale. Il Ticino, il suo fisco e i cittadini sono stati “cornificati”
da queste categorie di contribuenti che hanno scelto altre regioni per pagare
le loro imposte. L’obiettivo nell’interesse di tutti (ma proprio tutti) è
quello di dare qualche argomento per trattenere questi cittadini in Ticino ed
evitare che questi introiti vadano a finire in altri Cantoni fiscalmente più
attrattivi.
Per la tassazione
dei buoni contribuenti con la riforma lasceremo le ultime posizioni per issarci
attorno al 16.mo posto su 26 cantoni. Insomma, non diventeremo certo un
paradiso fiscale, ma convinceremmo qualcuno in più a non spostarsi per pagare
meno imposte. Anche per la tassazione del capitale di previdenza – plafonato al
3% - non ci isseremmo ai primi posti, ma ridurremmo l’incredibile divario che
oggi sussiste già solo nel paragone con il vicino Canton Grigioni. Ricordiamo
che per un prelievo di capitale previdenziale per una persona con un buon
stipendio medio (nulla a che vedere con gli alti redditi) il costo fiscale in
Ticino è ben più del doppio!
Ma vi è un altro,
clamoroso, errore da evitare. In caso di rifiuto della riforma, il nostro bel Cantone
ma costoso da un punto di vista delle tasse, aumenterebbe di un altro 3% a
tutti le imposte (!). Nel pacchetto della riforma è stato opportunamente
effettato un taglio delle aliquote che perlomeno compenserebbe questo aumento.
Aumentare le imposte in un momento in cui tutti invocano la riduzione affitti e
premi di cassa malati per sgravare i cittadini sarebbe assurdo e paradossale.
Il 9 giugno la
posta in palio è alta. Non diventeremo un paradiso fiscale e quindi un po’
cornuti probabilmente resteremo. Ma almeno mazziati (dal napoletano…
“bastonare”) no. Un nuovo aumento di imposte per tutti non possiamo permettercelo.
Per questa ragione invito a votare Sì alla riforma fiscale. Poiché questa
sgrava (e soprattutto non bastona ulteriormente) proprio tutti i cittadini-contribuenti.
Fabio Regazzi,
Consigliere agli Stati del Centro.

