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Riforma fiscale: l’imbroglio al ceto-medio
Redazione
24.05.2024 10:47

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Mentre il ceto medio e
medio-basso si è visto e si vedrà ulteriormente ridurre il potere d’acquisto a
causa dell’inflazione, dell’esplosione dei premi di cassa malati e dei tagli al
servizio pubblico e ai sussidi, la maggioranza del Gran Consiglio ha deciso di
concedere una riduzione fiscale alle persone molto benestanti, concretamente
quelle che guadagnano più di 30’000 franchi al mese. Dopo i tagli del
preventivo 2024, la maggioranza, ben cosciente della scandalosa asimmettria dei
sacrifici che stava per chiedere al Paese, ha escogitato l’ennesimo imbroglio:
riduzione per tutti delle aliquote fiscali per compensare l’aumento del
moltiplicatore cantonale già previsto in precedenza. Risultato complessivo: da un
lato poche briciole per il ceto medio e medio basso che verranno spazzate via
in poche settimane dall’aumento dei costi, dall’altro un regalo molto generoso
per gli alti redditi che non hanno avuto e non avranno alcun problema di potere
d’acquisto.
Un colossale imbroglio
Il giochetto è però in parte sfuggito di mano in quanto la
riduzione delle aliquote avrà pesanti conseguenze sulle entrate dei Comuni che
saranno costretti in alcuni casi ad aumentare il moltiplicatore comunale.
Insomma, quello che si poteva guadagnare a livello cantonale per il ceto medio
e medio-basso verrà tolto (magari anche con gli interessi) a livello comunale.
Un colossale imbroglio propagandato ovunque senza pudore. Un meccanismo
ingiusto dove le persone molto benestanti pagheranno significativamente meno
imposte, diventando ancora più abbienti e drenando indirettamente denaro dal
ceto medio e medio-basso, ovvero alla stragrande maggioranza della
cittadinanza.
La situazione in Ticino
Viviamo in un Cantone che si trova in una
situazione socioeconomica unica: abbiamo i salari più bassi e i tassi di
povertà più alti della Svizzera. Fintanto che non avremo un mercato del lavoro
“svizzero”, orientarsi sulla fiscalità di altri cantoni non comparabili con il
Ticino (che ha spese sociali maggiori a causa dei bassi salari) e partecipare allo
stillicidio al ribasso della concorrenza fiscale intercantonale è semplicemente
autolesionista. Per questi motivi voterò un chiaro 'no' a questa riforma fiscale.
Matteo Buzzi, capogruppo Verdi in Gran
Consiglio

