Stefano Dias
Riforma della LPP: l’incoerenza dei contrari
Redazione
27.08.2024 10:31

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
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Il prossimo 22
settembre voteremo sulla riforma del secondo pilastro. Questa riforma serve a
stabilizzare il secondo pilastro e garantirne il futuro. La riforma prevede tre
misure principali. Innanzitutto, si potenzia il processo di risparmio del
capitale in cassa pensione tramite una nuova scala di accrediti di vecchiaia (9%
da 25 a 44 anni e 14% da 45 a 65 anni) e l’adeguamento della quota di
coordinamento al 20% del salario AVS. Questo andrà a favore in particolar modo dei
salari bassi e di chi lavora a tempo parziale. Concretamente, un salario di
40'000 franchi all’anno verrà assicurato in futuro per 32'000 franchi, anziché
i soli 14'275 della situazione attuale, a evidente favore della rispettiva rendita
futura. Va da sé che molte donne, la cui maggioranza lavora a tempo parziale,
ne beneficerà ampiamente. La seconda misura prevede l’adeguamento del tasso di
conversione minimo al 6%. Questa misura è largamente compensata dall’aumento
del processo di risparmio e toccherà in ogni modo meno del 15% delle persone
attive, perché nella maggior parte dei casi il tasso di conversione medio è già
oggi inferiore al minimo legale in funzione di un piano pensionistico
sovra-obbligatorio. Inoltre, la riforma prevede dei generosi supplementi sulla rendita
per la generazione di transizione dai 50 anni in quanto non potranno
beneficiare pienamente del nuovo processo di risparmio potenziato. Importante
infine, le rendite attualmente in corso non verranno toccate.
Sindacalisti e partiti di sinistra si oppongono a questa riforma, con una
campagna che fornisce numeri manipolati (vedi caso proparis) ma soprattutto dimostrando una palese
incoerenza di fondo. Lo scorso 9 giugno si sono schierati a favore della
riforma della cassa pensione del Canton Ticino IPCT (anche il nostro partito
dei verdi liberali era favorevole). La modifica votata a giugno prevedeva
proprio un aumento del processo di risparmio a fronte di una diminuzione del
tasso di conversione. L’OCST* scriveva a maggio che “la riduzione
progressiva del tasso di conversione dal 6,17% al 5,25% è necessaria per
garantire la stabilità finanziaria dell’IPCT, a causa dell’aumento della
speranza di vita e della diminuzione dei rendimenti degli investimenti.” La riforma della LPP serve a stabilizzare il
secondo pilastro in tutta la Svizzera per le stesse ragioni. Che incoerenza
dire di NO adesso a una riforma che ha gli stessi obiettivi, oltretutto a
favore di chi è assicurato in base al minimo legale e quindi su un livello di
prestazioni inferiore! Chi ha sostenuto il salvataggio della cassa pensione
dello Stato del Cantone Ticino non può che sostenere a gran voce anche la
riforma della LPP.
Invito quindi tutti a votare
un chiaro SÌ alla riforma il prossimo 22 settembre. C’è ancora tempo per
tornare sulla strada giusta e recuperare quella coerenza che permetterà di
assicurare la stabilità futura del nostro sistema previdenziale dei 3 pilastri
e migliorare le pensioni future di molte donne. Dopo 20 anni dall’ultima
riforma ce n’è bisogno!
Stefano Dias, presidente Verdi Liberali Ticino

