Filippo Martinoli
Ricordare il passato per pianificare il futuro: 200 franchi non bastano!
Red. Online
02.03.2026 22:24

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Mio padre Sebastiano studiava negli anni ‘60 all’UNI di
Zurigo e si ricorda di Dario Robbiani e di altri italofoni che dagli studi radiofonici
di Zurigo costruivano e diffondevano il telegiornale in italiano per gli
italofoni. Si ricorda che a Lugano qualcosa c’era: ad esempio Carlo Castelli
che faceva le radiocronache delle partite di tennis dal tetto della vecchia
sede alla foce del Cassarate. Castelli era anche capo della cultura, viva la
polivalenza. Gli diede l’incarico, papà allora studente di medicina, di spedire
a Lugano un resoconto settimanale critico di ciò che andava in scena nei teatri
zurighesi. Non se ne vanta.
Poi vennero gli anni attorno al 1975 e si trattava di
riscrivere la concessione per la radio TV svizzera. Avevamo a Berna dei
politici ticinesi di peso. Si chiamavano Ferruccio Pelli, Nello Celio, Enrico Franzoni:
tre consiglieri autorevoli e ascoltati. Lavorarono in sintonia con gli allora
consiglieri federali Willi Ritschard e Roger Bonvin, amici delle minoranze. Fu
riscritta la concessione che di fatto e di diritto creava l’autonomia ticinese
radiotelevisiva con sede nel Ticino.
Come stanno le cose ora? A meno di una settimana dalla
votazione che rischia di umiliare la nostra radio-TV? Su dieci consiglieri
ticinesi a Berna, Fabio Regazzi e Marco Chiesa (entrambi agli Stati), Lorenzo
Quadri, Piero Marchesi, Paolo Pamini (tre al Nazionale) votano e sostengono
l’iniziativa “Duecento franchi bastano”. Cinque su dieci! Avete contato bene. Non resta che scuotere la testa perplessi.
Non dovrebbero ”tifare” per Il Ticino e il Grigioni italofono? Hanno valutato
quale e quanta perdita per il nostro cantone? Ricordiamoci l’anno prossimo in
autunno ci saranno le elezioni al nazionale e agli stati. Li vogliamo ancora!
Visto che non rappresentano il nostro canton Ticino.
Filippo Martinoli, vice
presidente distrettuale del Centro di Lugano

