Graziano Besana
Questa manovra economica non s'ha da fare!
Redazione
21.11.2023 06:14

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Perché non è
sostenibile raggiungere il pareggio del conto economico dello Stato entro il
2025.
Ci sono diversi motivi economici, ma anche ragioni pratiche,
che giustificano perché in questo momento non deve assolutamente essere
prioritario il raggiungimento dell’equilibrio del conto economico del Canton
Ticino.
È importante notare che l'urgenza di pareggiare un conto
economico dello stato dipende da condizioni specifiche, dalle previsioni di
crescita e dal contesto congiunturale nazionale ed internazionale. Le economie
cantonali e quella della Confederazione sono infatti interconnesse con l'economia
globale. Eventi esterni imprevisti o imprevedibili quali, guerre, pandemie,
ecc., possono influenzare rapidamente e significativamente la situazione
economica.
In periodi di rallentamento della congiuntura o di
recessione, i governi economicamente virtuosi spesso aumentano intenzionalmente
il deficit per stimolare la crescita economica. Questa manovra è nota come
politica fiscale anticiclica. Durante le fasi negative, aumentando la spesa
pubblica e riducendo le tasse, un governo può stimolare la domanda, creare
occupazione e sostenere la ripresa economica. Purtroppo la situazione
finanziaria attuale del Canton Ticino non permette una politica anticiclica
come quella descritta.
Che fare allora ? Per prima cosa proibire in maniera
definitiva che, all’interno dei preventivi e dei piani finanziari del cantone,
vengano considerati in qualsiasi forma i proventi della distribuzione degli
utili della BNS (sempre che in futuro ce ne siano ancora).
Bisognerebbe poi rimandare senza indugio al Governo, tutta
la manovra di rientro delle finanze pubbliche. Nel contempo si dovrebbe
sottoporre a degli specialisti esterni un’analisi ed una valutazione della
spesa pubblica, con l’obiettivo di conseguire una maggiore qualità ed
efficienza della spesa. Si metta già in conto che questa analisi richiederà
tempi medio lunghi per dare risultati effettivi ed informazioni complete,
tempestive e comparabili.
Nel frattempo il Governo ticinese dovrebbe essere incaricato
dal Parlamento di fare un’analisi seria, priva d’interessi politici e di
pressione da parte di associazioni economiche, circa tutti gli investimenti già
pianificati, ma non ancora approvati. Tale analisi dovrebbe basarsi sui criteri
di urgenza e d’importanza. Aiuterebbe a stabilire una chiara priorità,
consentendo di identificare gli investimenti che è possibile posticipare a
tempi migliori o addirittura stralciare.
Fermo restando che la ricerca del pareggio del conto
economico sia un’iniziativa condivisibile, diventa un esercizio pericoloso se
approcciato con pressapochismo da qualche politico arrembante: un modo di fare
che non dovrebbe più esistere.
Tutta la popolazione ticinese deve essere consapevole che
ostinarsi nel mantenimento di uno sciagurato decreto legislativo, concernente
il pareggio del conto economico entro la fine del 2025, nella forma e nella
tempistica votate nel 2022, sarà quasi certamente devastante per una buona
parte della popolazione del nostro cantone e della sua economia, vanificando di
fatto il raggiungimento ed il beneficio che si volevano ottenere.
È veramente quello che vogliamo ?
Graziano Besana,
Lugano, AVANTI con Ticino & Lavoro

