Partito Comunista
Quella libertà di parola svizzera che non piace all’UE: è iniziata la caccia alle streghe? Solidarietà a Jacques Baud!
Redazione
22.12.2025 20:03

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Il recente inserimento di un cittadino svizzero, l’ex colonnello
Jacques Baud, nelle liste sanzionatorie dell’Unione Europea (UE), sulla base di
regolamenti adottati ed estesi senza alcun procedimento giudiziario e in
assenza di qualsiasi atto penalmente rilevante o violazione di legge accertata,
rappresenta un fatto gravissimo che non può essere minimizzato. Siamo di fronte
a un atto politico punitivo, arbitrario e privo delle garanzie fondamentali
dello Stato di diritto, che colpisce non dei reati accertati, ma opinioni,
analisi intellettuali e prese di posizione considerate scomode dal potere
politico di Bruxelles.
Questa
vicenda dimostra come l’UE abbia oltrepassato una linea rossa passando
direttamente a silenziare il dissenso. Le sanzioni adottate non sono il
risultato di un processo, non derivano da una condanna pronunciata da un
tribunale indipendente, non garantiscono il diritto alla difesa. Si tratta di
misure amministrative dal carattere apertamente politico applicate in modo
arbitrario con criteri opachi e discrezionali. L’UE sta violando apertamente
non solo lo Stato di diritto ma anche i principi che la Costituzione federale
svizzera sancisce in modo inequivocabile: la libertà di opinione e
d’informazione, la libertà di credo e di coscienza, nonché la tutela delle
garanzie procedurali fondamentali. Non possiamo accettare che l’UE colpisca un
cittadino svizzero per le sue idee, senza processo e senza possibilità di
contraddittorio, ponendosi in rotta di collisione con i principi storici della
Svizzera, fondati sulla neutralità e sul rispetto delle libertà civili.
Ancora
più preoccupante è il precedente che viene così creato. Se oggi si sanziona chi
esprime analisi o opinioni non allineate alla narrazione dominante, domani chi
sarà il prossimo? Giornalisti, ricercatori, militanti politici di opposizione
come noi comunisti, cittadini che esprimono una critica? La cosiddetta “libertà
di parola”, tanto sbandierata nei discorsi ufficiali dell’UE, sembra valere
solo finché non mette in discussione gli interessi geopolitici, economici e
militari delle élite dominanti. Questa deriva repressiva non rafforza la
democrazia, ma la svuota; non protegge la pace, ma alimenta la polarizzazione e
l’intimidazione.
Chiediamo
con forza che le autorità svizzere, a partire dal Dipartimento federale degli
affari esteri, intervengano per difendere i diritti costituzionali dei nostri
concittadini e per riaffermare la sovranità giuridica e democratica della
Confederazione. La Svizzera non può accettare passivamente che decisioni
arbitrarie prese a Bruxelles producano effetti devastanti sui diritti
fondamentali delle persone. Il cittadino Jacques Baud non solo deve godere
della protezione consolare svizzera ma il Consiglio federale deve formalmente
protestare contro l’UE e impedire a ogni istituzione svizzera (comprese banche,
ecc.) di applicare anche solo indirettamente tali sanzioni illegali contro un
nostro concittadino.
Il
Partito Comunista respinge questa nuova caccia alle streghe contro il dissenso
politico e invita la popolazione a firmare la petizione a sostegno del
cittadino Jacques Baud: Petition · Soutenons Jacques BAUD! - Switzerland ·
Change.org
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