Amalia Mirante
Quale concorso, caro Sindaco Foletti?!
Redazione
17.02.2025 11:43

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La vicenda della futura sede della giustizia ticinese
assume contorni surreali. Dopo il chiaro NO del popolo all’acquisto degli
stabili della banca EFG, il Consiglio di Stato ha avviato una "grida
pubblica" per raccogliere proposte su nuovi spazi per la magistratura. Un
processo che dovrebbe essere efficiente e volto alla ricerca della miglior
soluzione possibile, ma che invece rischia di trasformarsi nell'ennesima
insensata operazione burocratica.
Nel frattempo, una soluzione comoda, conveniente e di
proprietà pubblica viene clamorosamente ignorata: lo stabile di BancaStato in
via Pioda, proprio accanto all’attuale Palazzo di Giustizia. Quell'immobile è
di proprietà di un ente autonomo con personalità giuridica di diritto pubblico
e appartenente di fatto al Cantone, e si libererà a breve. Un’occasione
perfetta per creare una sede moderna, funzionale e soprattutto che costi poco.
Se non per tutto il comparto, almeno per una parte (come richiesto dalla stessa
grida pubblica).
Nei giorni scorsi ne abbiamo chiesto conto al governo,
tramite una interpellanza.
Secondo il Sindaco di Lugano Michele Foletti, questa
proposta sarebbe "fuori tempo massimo" perché il Cantone avrebbe già
chiuso il concorso pubblico. Foletti si confonde, ahinoi. La grida non è
affatto un concorso pubblico. È, come tutti sanno, e come precisato sul Foglio
Ufficiale, una esplorazione informale priva di vincoli. Il Consiglio di Stato
può decidere liberamente, non ha obbligo alcuno di seguire le offerte che ha
ricevuto entro il termine.
Perché invece si vuole apparentemente ignorare una
soluzione logica e conveniente, come quella di Via Pioda? Non si vorrà mica
indennizzare la banca EFG per il mancato affare, che il popolo ticinese ha
cancellato il 9 giugno scorso?
Se l’obiettivo fosse davvero trovare la migliore sede per
la Giustizia ticinese, il Cantone e il Municipio di Lugano dovrebbero prendere
finalmente in considerazione l’opzione BancaStato. Ignorare questa possibilità
significa gettare via denaro pubblico e impantanarsi in iter infiniti.
I ticinesi meritano trasparenza, efficienza e logica
nella gestione di dossier così importanti e costosi e, in definitiva, dei loro
soldi. Non decisioni prese per motivi poco chiari accampando giustificazioni
last minute. Noi di Avanti con Ticino&Lavoro andiamo avanti a impegnarci per
garantire trasparenza e correttezza, opponendoci a manovre poco chiare e
accordi di comodo.
Amalia Mirante, Avanti
con Ticino&Lavoro

