VPOD
Promesse dal naso lungo: a seguito del decreto Morisoli si taglia nei settori più fragili
Redazione
03.08.2023 11:41

Foto: ©Chiara Zocchetti
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I tagli di
spesa a seguito del decreto Morisoli erano stati annunciati ed ora, prima di
quanto previsto, sono arrivati. Sono arrivati anche nei settori più vulnerabili:
e questo malgrado le promesse dal naso lungo fatte nella votazione popolare,
secondo cui proprio i settori e le fasce di popolazione più fragili non
sarebbero stati toccati dalle misure di rientro. Dopo il fumo buttato negli
occhi durante la campagna sul referendum promosso dal Sindacato VPOD e da una
ventina di altre associazioni e partiti – ecco che i nodi sono arrivati al
pettine!
È lo stesso
Governo ad ammetterlo, rispondendo nelle scorse settimane all’interrogazione parlamentare
del 20 aprile 2023 dei gran consiglieri Ghisletta e Petralli “Decreto
Morisoli: con i tagli sul SMP cominciano i tagli sulle persone più deboli e
fragili!”. Il Governo scrive che anche presso l’Organizzazione
sociopsichiatrica cantonale (OSC) sono in atto le misure di rientro della spesa
previste per tutta l’Amministrazione cantonale. Il personale partente è
infatti sostituito ormai nella misura dell’80%, lasciando la facoltà di
compensare la mancata sostituzione con altre figure professionali previste in
organico.
Un organico
già stanco e sotto pressione, dato il forte aumento di presa a carico di
giovani e adulti che presentano problematiche sociopsichiatriche. Un organico
inoltre che si è visto peggiorare le condizioni lavorative nel corso degli anni.
È scandaloso!
Ancora più
scandaloso è il fatto che nonostante la prevista attivazione di una quarantina
di nuove unità di personale per i reparti giovanili nella nuova pianificazione
sociopsichiatrica, il Governo dichiara di poter rispondere solo parzialmente
all’aumentata necessità di intervento in ambito di disagio giovanile.
Il Sindacato
del personale dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD Ticino esige a chiare
lettere dal Consiglio di Stato, dal Gran Consiglio e dalle forze politiche in
generale, che rinuncino alla messa in atto dei peggioramenti prospettati nei
settori sanitari e sociali e prendano rapidamente adeguati provvedimenti per
migliorare le condizioni di lavoro e la qualità delle prestazioni.

