Opinioni
Probabilmente è la consigliera nazionale Gysin a non aver capito
Red.Online
05.05.2026 14:23

Foto: ©CdT/Chiara Zocchetti
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Greta Gysin sul CdT del 4 maggio sostiene che il
progetto pilota (REPARTO SECURIZZATO) previsto al Centro federale d’asilo di
Pasture non sarebbe stato compreso. Con tutto il rispetto, si potrebbe affermare il
contrario: forse è lei a non conoscere fino in fondo la realtà del
Mendrisiotto. Oppure, per ragioni ideologiche, a non voler vedere i problemi
che da anni vengono segnalati dagli enti locali e, in particolare, dai Sindaci
dei Comuni direttamente interessati.
La mozione promossa in Commissione delle istituzioni
politiche dai deputati ticinesi Piero Marchesi, Giorgio Fonio e Simone Gianini
dice una cosa semplice, ragionevole e istituzionalmente corretta: progetti
pilota della SEM di questo tipo non devono poter essere imposti dall’alto, ma
realizzati solo con il consenso del Cantone e dei Comuni coinvolti. È qui che sta il punto. Non si tratta di ostacolare
ogni proposta per principio, né di negare che all’interno dei centri federali
possano esserci problemi di gestione. Si tratta piuttosto di riconoscere che
quando una decisione federale produce effetti concreti su un territorio, quel
territorio deve essere ascoltato e rispettato.
Il Mendrisiotto ha già dato molto sul fronte
dell’asilo. Chiasso, Balerna, Novazzano e gli altri Comuni della regione
conoscono bene le difficoltà legate alla sicurezza, al degrado, alla
criminalità e alla microcriminalità. Non sono paure astratte, ma situazioni
vissute dalla popolazione e più volte segnalate dalle autorità locali. La SEM può valutare un progetto guardando soprattutto
a ciò che accade dentro il centro. Infatti, di cosa accade all’esterno nemmeno
se ne occupa. I Comuni, però, devono occuparsi di ciò che succede fuori: nelle
strade, alla stazione, nei quartieri, nei negozi e nella vita quotidiana dei
cittadini.
È questa dimensione che Berna troppo spesso
sottovaluta. E resta una domanda legittima: se domani il progetto
fosse giudicato un successo dalla Confederazione secondo i suoi parametri, chi
impedirebbe che Pasture diventi un punto di riferimento per richiedenti l’asilo
problematici provenienti da altri centri svizzeri? Chi garantirebbe che il Mendrisiotto non si ritrovi
nuovamente a sopportare conseguenze decise altrove?
La mozione Marchesi-Fonio-Gianini è quindi una
risposta concreta, equilibrata e necessaria. Non chiude la porta a ogni
sperimentazione. Stabilisce semplicemente un principio fondamentale:
senza il consenso di Cantone e Comuni, non si procede. Ed io - da cittadino Momò - li ringrazio!
Moreno Colombo, ex sindaco di Chiasso e vice sindaco di Morbio
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