Giovani UDC Ticino
Primo maggio: Festa dei lavoratori o teatro ideologico della sinistra?
Redazione
01.05.2025 10:34

Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Invece
di celebrare le “conquiste degli operai”, anche nella giornata odierna molte
piazze si trasformano nel teatro delle varie assurdità della sinistra. Oggi è
solo l’apice delle proteste che vanno avanti tutto l’anno, che bloccano i
nostri centri cittadini e che spesso vengono accompagnate da atti vandalici. Dalla “giustizia
climatica” ai “diritti” di minoranze sempre più scollegati dai doveri, dalla
crociata contro i “ricchi” alla criminalizzazione dell’impresa privata, fino
alla vergognosa glorificazione di Hamas. Il pretesto cambia, ma l’obiettivo
delle proteste resta lo stesso: imporre tasse e divieti, ossia l’agenda
politica che distrugge opportunità e penalizza chi si rimbocca le maniche tutti
giorno.
Come questo debba aiutare gli operai rimane un mistero
Ringraziamo
chi fa le consegne a domicilio, chi coltiva la terra, chi lavora nei cantieri,
chi ripara, chi lavora per le organizzazioni di pronto soccorso, e tutti gli
altri che ogni mattina si alzano rimboccandosi le maniche. Ma ringraziamo anche
chi mette in gioco i propri risparmi aprendo nuove attività, creando posti di
lavoro per noi ticinesi. Noi,
Giovani UDC Ticino, chiediamo per tutti i lavoratori e gli imprenditori che
venga difeso il loro diritto a lavorare e di creare. Siamo contro uno Stato
ideologizzato che scoraggia il lavoro onesto e l'assunzione di rischi
espropriandone i frutti attraverso tasse e burocrazia. Per noi, il lavoro e l’imprenditorialità devono valerne la pena: devono essere riconosciuti, tutelati e incentivati, non ostacolati. In questo
1° maggio, non ci uniamo a chi causa clamore. Noi stiamo con chi lavora.

