CCE
Presa di posizione sulle misure di risparmio del Cantone in difesa della dignità degli insegnanti e della scuola pubblica
Redazione
22.01.2024 08:34

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Presa di posizione degli esperti della scuola
dell’obbligo in difesa della dignità degli insegnanti e della scuola pubblica.
Il Collegio cantonale delle esperte e degli
esperti della scuola dell’obbligo (CCE) ha preso atto della proposta del
Consiglio di Stato del Cantone Ticino di introdurre nel Preventivo 2024 misure
di risparmio che andranno a toccare pesantemente i dipendenti cantonali e il
servizio pubblico; per quanto riguarda gli insegnanti, la misura è l’ultima di
un’impressionante serie di tagli, richieste di contributo, mancati
riconoscimenti salariali che negli ultimi trent’anni sono andati a colpire
questa categoria professionale. I collegi delle Scuole medie superiori nella
loro recente risoluzione congiunta su questo tema hanno fornito un elenco
puntuale di tali provvedimenti, parlando giustamente di “stillicidio di
penalizzazioni”.
Il CCE, condividendo in toto i contenuti della
citata risoluzione, prende atto con preoccupazione di come voci analoghe si
siano alzate, comprensibilmente, in altri collegi della scuola pubblica,
mostrando come le misure di risparmio indiscriminate siano state accolte con
sconcerto.
Da un lato, si deplora come a livello
sistemico i tagli prospettati non colpirebbero soltanto la scuola, ma tutto
l’apparato statale, compresi settori estremamente importanti e sensibili come
quello sociale e sociosanitario; dall’altro va segnalato come penalizzare i
dipendenti pubblici suoni particolarmente improvvido in questo momento storico
e congiunturale, caratterizzato da incertezze e timori legati all’indebolimento
del potere d’acquisto come delle rendite pensionistiche.
Per quanto riguarda la scuola, poi, l’attacco
agli stipendi cade in un contesto di crescente richiesta di compiti educativi e
burocratici agli insegnanti, i quali vi fanno fronte con un impegno che non
viene mai meno e che necessiterebbe piuttosto di fattivi riconoscimenti e
appoggi da parte dell’istituzione.
Nel loro compito di monitoraggio e
accompagnamento, le esperte e gli esperti toccano con mano ogni giorno lo zelo
appassionato e, allo stesso tempo, la fatica degli insegnanti della scuola
dell’obbligo nel dare risposte alla complessità della professione, a cui la
società e le istituzioni demandano incarichi e responsabilità sempre maggiori,
spesso senza accordare tangibili attestazioni di sostegno. Il corpo docente
versa in una situazione di malcelata frustrazione a fronte della quale ci si
aspetterebbe dal mondo politico un agire diametralmente opposto a quello
intrapreso con la richiesta di un ennesimo sacrificio salariale: tale discorso
non si limita – si badi – a una mera rivendicazione economica, ma tocca il tema
più ampio della considerazione sociale.
Il CCE esprime vicinanza e solidarietà ai
docenti e alle docenti di tutte le scuole cantonali, e in particolare a quelli
delle Scuole medie, che con buone ragioni, nei rispettivi consessi, hanno espresso
contrarietà e indignazione al cospetto di quello che viene letto come un
incomprensibile affronto al loro impegno quotidiano, alla loro professionalità.
È solamente a difesa della stessa che alcuni dei collegi si sono spinti – con
riluttanza e riaffermando tuttavia la totale salvaguardia del bene dell’allievo
e del mandato didattico ed educativo – a lanciare un messaggio chiaro,
adottando o prevedendo misure visibili, come sospensioni di attività (alcune
esercitate, da sempre, senza congruo riconoscimento) e altre lecite azioni di
protesta.
Il Collegio cantonale delle esperte e degli
esperti della scuola dell’obbligo chiede che le misure di risparmio contenute
nel messaggio relativo al Preventivo 2024 vengano ripensate; quelle ora
previste, al di là delle logiche finanziarie e degli equilibrismi contabili
momentanei, rischiano di avere ripercussioni pesanti anche sul futuro: in
primis degli allievi e delle allieve, che costituiranno la collettività
democratica di domani, degli insegnanti, la cui professione sta perdendo ormai
da anni attrattività, e della scuola pubblica tutta, la qualità della quale
dipende da quanto uno Stato è disposto a investirvi, certamente non solo in
termini materiali.
Per il Collegio cantonale delle esperte e
degli esperti della scuola dell’obbligo, la Presidenza
Maurizio Binaghi e Massimo Frapolli

