FSL-TI
Presa di posizione per l’articolo “Tra Regazzi e Farinelli visione simile, ma strade diverse.”
Redazione
16.11.2023 09:01

Foto: ©Chiara Zocchetti
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A nome della Federazione
Svizzera delle Levatrici – Sezione Ticino (FSL-TI) prendiamo posizione rispetto
all’articolo apparso il 13 novembre nel giornale “La Regione” riportante il
dibattito politico per il ballottaggio per gli Stati tra l’onorevole Regazzi e
l’onorevole Farinelli.
In particolare, ci riferiamo
all’argomento dei costi della salute in cui si è ricominciato a parlare di
centralizzazione dell’offerta sanitaria.
Siamo però rimaste sconcertate
leggendo quanto di seguito riportato del parere dell’onorevole Farinelli:
“Bisogna avere il coraggio di dire che la qualità garantita in questo settore
(maternità) oggi a Mendrisio non può essere la medesima di quella garantita a
Lugano. Lo affermano gli specialisti: partorire a Lugano è più sicuro perché il
numero di parti eseguiti li è molto maggiore e quindi c’è più esperienza per
affrontare eventuali complicazioni.” Questa frase è a nostro parere fuorviante
ed errata. Oltretutto il parere espresso genera preoccupazioni e ansie inutili
nelle famiglie che si apprestano a dare alla luce il loro bambino nella
struttura in questione.
L'unico criterio utilizzato
dell'onorevole per valutare la qualità delle cure è quello del numero di parti
delle varie strutture ospedaliere. Le nascite complessive sono calate in modo
uniforme nelle maternità ticinesi e come si può notare dalle statistiche
cantonali degli ultimi anni, la cifra dei parti tra Mendrisio e Lugano
(maternità pubblica) è quasi simile. Non è quindi possibile prendere Lugano
come un servizio da imitare. Potremmo al contrario e provocatoriamente,
asserire che la maternità di Lugano, sulla base dei rendiconti statistici,
offre anch'essa delle cure di scarsa qualità. Ma ovviamente non è il caso.
Infatti noi crediamo che i vari punti nascita del nostro territorio siano il
luogo di lavoro di validi professionisti che offrono delle prestazioni di
qualità indipendentemente dal computo delle attività delle sale parto. Se la
sicurezza non fosse garantita allo stesso modo nei vari servizi di maternità
ticinesi, saremmo in prima linea a segnalarlo ed estremamente preoccupate che i
dirigenti non intervengano a tale proposito.
A nostro parere, la qualità
delle prestazioni e delle cure infatti non può decisamente essere valutata
attraverso le statistiche, ma dipende da molti fattori: per citarne uno che ci
sta molto a cuore la distinzione fra gravidanza fisiologica e la gravidanza a
rischio. Per quest'ultime situazioni, rimane di riferimento l’ospedale San
Giovanni di Bellinzona dove, oltre alla centralizzazione della patologia
ostetrica, l'équipe di neonatologia permette cure più acute anche al neonato.
In tutte le altre gravidanze, dette a basso rischio, l’Organizzazione Mondiale
della Sanità e l’International Conference of Midwifery, sulla base di numerosi
studi scientifici, raccomandano un'assistenza puramente ostetrica e quindi
possibile anche di prossimità. Per le nascite a basso rischio, non soltanto
partorire in una piccola struttura ospedaliera, a domicilio o in una casa
nascita sarebbe più sicuro per la mamma e il bambino, ma questa scelta, nel
sistema sanitario svizzero, risulterebbe 4-5 volte meno cara rispetto ad un
parto in ospedale.
Nell’articolo l’Onorevole
Farinelli continua e si interroga così “La domanda da farsi è: quanto siamo
disposti a sacrificare della qualità per favorire la prossimità?”
Ovvio che la continua crescita
della spesa sanitaria è una preoccupazione condivisa e le possibili soluzioni
sono complesse. Se si debba o meno mantenere tutti i punti nascita del nostro
territorio è una questione di pianificazione per la quale si possono avere
pareri discordanti. Desideriamo esprimere un concetto che forse per molti non è
chiaro: i reparti di maternità non hanno le stesse caratteristiche di altri settori
ospedalieri. Se la politica ticinese si prendesse il tempo di conoscere le
linee guida internazionali rispetto alla presa a carico
delle
donne incinta sarebbe una conquista rivoluzionaria che influirebbe
positivamente sulla qualità delle cure, la sicurezza dei pazienti, i costi
della salute e la soddisfazione del vissuto delle famiglie. Nel dibattito
politico dovrebbero essere tenute in conto non solo gli aspetti economici, ma
anche altre opzioni innovative che sono attuate con successo e sicurezza in
altre realtà nazionali che permettono di mantenere prossimità e qualità.
L’argomento della
centralizzazione dell'offerta sanitaria nelle maternità è quindi molto più
ampio di quanto esplicitato nell’articolo del 13 novembre 2023.
Nelle ultime settimane si parla
molto di violenza ostetrica e riteniamo, che nonostante i grandi passi avanti
del personale nella presa a carico delle pazienti, sia importante riconoscere
la sofferenza che questi abusi possano generare in una fase della vita molto
delicata della donna. Questo particolare fenomeno non è legato alla sicurezza
delle cure e si nasconde in modo subdolo assumendo forme difficili da
riconoscere a prima vista. Riteniamo però che forse il 13 novembre la violenza
ostetrica si è insinuata in alcune frasi di un articolo creando instabilità e
interrogativi nelle donne che si accingono a partorire nella maternità di
Mendrisio.
Abbiamo ovviamente già
provveduto a segnalare queste nostre opinioni all’Onorevole Farinelli e al
giornale “La Regione”.
A nome della Federazione Svizzera delle levatrici-Sezione
Ticino

