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Presa di posizione HelvEthica Ticino sui temi in votazione il 22 settembre 2024
Redazione
30.08.2024 11:44

Foto: © Crinari
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NO all'iniziativa per la biodiversità
Siamo tutti d’accordo sull’importanza di
preservare la biodiversità, è indiscutibile. Essa è garante della vita su
questo pianeta e lo vediamo tutti quanto la natura sia messa sotto pressione
dalle molteplici attività umane, che inquinano e causano lo spostamento dai
loro habitat e l’estinzione di molti animali e microrganismi. Tuttavia,
l'iniziativa non propone soluzioni adeguate né misure concrete e, se approvata,
metterebbe in ulteriore difficoltà i nostri agricoltori e allevatori, con
conseguenti ripercussioni sull’approvvigionamento di derrate alimentari locali.
Infatti, l'iniziativa sulla biodiversità ha un
difetto fondamentale: promuove la biodiversità ai danni della produzione
alimentare. Forse non tutti sanno che gli agricoltori promuovono già la
biodiversità: attualmente il 19% dei terreni agricoli è già esplicitamente
utilizzato per promuoverla, ciò che corrisponde a 195.000 ettari, l’equivalente
del 70% ca. dell’estensione del Canton Ticino. Inoltre, secondo le norme
vigenti, gli agricoltori che vogliono ricevere i contributi diretti per tenere
in piedi la loro azienda devono preservare la biodiversità per almeno il 7%
della superficie agricola in gestione, e su base volontaria molti di loro fanno
più di quanto richiesto.
Le aree sovvenzionate, secondo quanto previsto
dall'iniziativa, sarebbero completamente separate dalle aree agricole.
L'iniziativa non prevede o prevede solo in parte forme miste, vale a dire
superfici con la massima diversità vegetale possibile all’interno delle
coltivazioni. Le aree di produzione miste e biodiverse non sarebbero quindi
riconosciute come aree di biodiversità, anche se questa forma potrebbe fornire
molto più habitat per i microrganismi su una superficie molto più ampia.
Per questi motivi, HelvEthica Ticino invita a
respingere l'iniziativa sulla biodiversità.
NO alla riforma della previdenza professionale
La modifica della Legge federale sulla
previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità è stata
introdotta durante un periodo storico di tassi d'interesse negativi senza
precedenti, ciò che ha reso molto difficile per i fondi pensione generare
redditi da investimento. Durante gli anni di rendimenti bassi c’è stata di
conseguenza una ridistribuzione dei fondi dai giovani agli anziani fino a 6
miliardi di franchi svizzeri all'anno, oltre ad un aumento dei contributi e una
riduzione delle pensioni. Da quando nel 2020 i tassi d'interesse negativi sono
stati soppressi, si è conclusa anche la ridistribuzione dei fondi tra le
generazioni di lavoratori. Il principale argomento a favore della revisione
della LPP in votazione è quindi diventato obsoleto.
Inoltre, le cifre su cui si basano le
statistiche per le pensioni future sono errate: secondo i calcoli dell’USS la
riduzione del tasso di conversione comporterà una maggior riduzione delle
pensioni LPP per gli stipendi di 4.000 franchi e oltre e questa riforma,
contrariamente a quanto sostenuto dal governo, interesserà anche gli attuali
pensionati. Ma allora chi trarrebbe beneficio da questa riforma della
previdenza professionale?
Per gli assicurati attivi che versano i
contributi, la risposta varia e dipende dal singolo caso. Nel complesso,
tuttavia, il comitato referendario ha ragione. Per molti lavoratori, la riforma
significherà meno stipendio netto a causa delle maggiori detrazioni in cambio
una pensione più bassa: dunque un pessimo affare. Per i pensionati cambierà
poco: le pensioni in sé non saranno modificate, ma si dovrà aspettare ancora
più a lungo per l’adeguamento all'inflazione. Per il settore assicurativo,
invece, la riforma è una benedizione, questo è chiaro. Un maggior numero di
contribuenti (grazie alla riduzione della soglia d'ingresso LPP) che assicurano
un salario mediamente più elevato (oggi corrispondono al 20% dei contributi),
garantirà una crescita del fatturato e della redditività. Inoltre, il fatto di
dover riversare un importo inferiore per le pensioni con lo stesso capitale di
risparmio avvantaggia ulteriormente gli assicuratori. Dopo lo sfacelo
dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali nel calcolo delle rendite AVS
e l'adozione della tredicesima rendita AVS, che ora rischia di tradursi in un
aumento delle imposte per tutti i cittadini attraverso l'aumento dell'IVA, la
revisione della legge LPP in votazione, che comporterà maggiori deduzioni
salariali e rendite più basse, per HelvEthica Ticino non è un'opzione
accettabile.
Invitiamo pertanto i cittadini a respingere riforma della
previdenza professionale.

