Fabio Regazzi
Prendiamo esempio dagli studenti
Redazione
09.10.2023 15:49

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.
Chi ha vissuto l’esperienza
di studiare oltralpe ha avuto occasione di confrontarsi con un fenomeno quasi
surreale per chi vive quotidianamente la litigiosità del nostro Cantone. Gli
studenti ticinesi si comportano sistematicamente da fronte unito e invidiato. Sarà
per le memorabili feste o per il fatto di ritrovarci più lontani da casa
rispetto agli altri, ma al di fuori dei nostri (talvolta) stretti confini cantonali
riusciamo incredibilmente a far gruppo. E così, non raramente, i ticinesi sono
i primi a disporre degli appunti di colleghi di anni prima, ad aver accesso ad
appartamenti ideali o a vantaggi che semplificano la vita tra esami e
divertimento. Siamo ticinesi. Ovvio che ci aiutiamo.
È tempo di farlo
maggiormente anche in politica. Certo, la Deputazione alle Camere federali, che
ho avuto il piacere di presiedere quest’anno, già lavora in maniera coesa su
diversi temi e, alla pari delle associazioni studentesche, ci viene invidiata
da molti per il suo modo efficiente di agire. Ma il “sistema Ticino” a Berna,
per poter essere davvero vincente a livello federale, necessita di un approccio
costruttivo e convincente a tutti i livelli, a partire da quelle che sono le
nostre posizioni come Cantone. Nella percezione dei colleghi d’oltralpe, la
nostra realtà conta più di quanto pensiamo noi. Siamo ritenuti – a torto o a
ragione – un potenziale partner per accordi e alleanze. Queste sono però da
elaborare nei loro contenuti, spesso lontano dai riflettori mediatici da cui ci
facciamo continuamente drogare. Non è il numero di mozioni e interpellanze a garantirci
successo, quello permette al massimo un po’ di visibilità nel nostro Ticino sovramediatizzato.
La nuova legislatura
propone nuovamente varie sfide che avranno un impatto importante per il Ticino.
Dopo le “vittorie” in materia di ristrutturazione dei rustici, degli aiuti alle
aziende durante la pandemia o la galleria per il completamento del Gottardo, per
citarne alcune, si presentano tematiche come quella energetica, le annose
relazioni con l’Italia, la messa a disposizione di strumenti per la piazza
finanziaria, o il mantenimento delle regie federali nella loro presenza
attuale. Dobbiamo fare squadra, in Consiglio nazionale come agli Stati. Sotto
questo aspetto non è per nulla d’aiuto se, come successo negli ultimi 4 anni, i
due rappresentanti alla camera alta si esprimono in modo opposto quasi 3 volte
su 5.
Abbiamo bisogno di soluzioni in molti campi. Ai tempi,
da studenti con il chiaro obiettivo di superare gli esami, con un po’ di
brillantezza e anche furbizia, ci siamo sempre arrivati. Superando gli steccati
partitici e concentrandoci sulle soluzioni, nella nuova legislatura potremmo
forse superare qualche esame in più a beneficio del Canton Ticino.
Fabio Regazzi,
candidato del Centro al Consiglio degli Stati e al Consiglio nazionale

