Felice Dafond
Premi di cassa malati alle stelle: ci vuole una lobby dei cittadini
Redazione
18.10.2023 16:08

Foto: ©Chiara Zocchetti
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Andrea Manna, su la Regione,
in relazione al tema dell’aumento dei premi di cassa malati, si è giustamente
chiesto per quali motivi, a fronte di una doppia stangata 2023/2024, così poche
persone abbiano deciso di scendere in strada a protestare. Siamo veramente un
Cantone disilluso? Certo, c’è chi non crede più a nessun partito e pensa che la
politica si sia arresa.
Ma sono i cittadini che
scelgono i loro rappresentanti. Puoi anche non occuparti di politica (e non
votare: è un tuo diritto) ma la politica si occuperà comunque di te, come
affermava un noto statista.
In queste settimane abbiamo
sentito enumerare molte ricette per curare il sistema malato.
Vi è chi, a Berna, invoca
l’immissione nel sistema sanitario di diversi miliardi ma non spiega dove
intende prenderli; chi invoca il budget globale annuale ma non spiega chi
pagherà le prestazioni quando quel budget verrà superato; vi è chi propone una
cassa malati unica, ma il tema non è ancora stato affrontato e approfondito e
lo stesso ministro socialista della sanità Alain Berset non crede che risolverà
il problema; chi propone di promuovere i medicinali generici, ma i farmaci sono
solo una piccola parte dei costi, e chi parla di cartella informatica quale
panacea di tutti i mali…
E nel frattempo? Nel
frattempo, in Ticino 105'000 persone su 350'000 beneficiano di un sussidio per
pagare i premi, e premi per circa 20 milioni di franchi non vengono pagati
dagli assicurati morosi, e sono quindi coperti dai Comuni e dal Cantone con le
imposte dei contribuenti. Dall’altra parte ci sono quasi 250'000 persone che
non ricevono sussidi: fatte salve le fasce benestanti, moltissime di loro -
persone sole, coppie o famiglie - faticano a far quadrare i conti ogni fine
mese.
Rammento poi che oggi i
Comuni, e quindi i cittadini, si assumono l’80% del disavanzo del settore case
anziani e dei servizi di aiuto domiciliare, con importi destinati ad aumentare
visto l’invecchiamento della popolazione. Se poi si aggiungono altri costi
“obbligati” la situazione per le cittadine e i cittadini di questo Cantone non
è per nulla facile.
Si sono giustamente
privilegiate le cure ambulatoriali a quelle stazionarie, ma le prime, che sono
in forte crescita, sono interamente finanziate dagli assicuratori malattia
tramite i premi, mentre le seconde sono finanziate al 55% dai Cantoni e quindi
con le imposte dei contribuenti e dal 45% a carico degli assicuratori. È anche
per questo che i premi aumentano più dei costi.
I progetti EFAS (finanziamento
unitario prestazioni sanitarie) e il tariffario TARDOC (che dovrebbe sostituire
il TARMED in vigore da 30 anni), solo per citarne due, sono pendenti da anni
sul tavolo del Consiglio Federale, ma non hanno mai trovato concretizzazione.
Intanto, le casse malati possono acquistare quote azionarie di prestatori di
servizi, e quindi passare dal ruolo di controllore a quello di controllato,
possono investire in borsa e perdere i loro (i nostri) soldi.
A Berna i lobbisti hanno avuto
buon gioco e sul tema delle casse malati assistiamo da anni a un’indegna recita
allo scaricabarile tra tutti gli attori coinvolti. Negli ultimi 25 anni i costi
della sanità nel nostro Paese sono aumentati dell'80%, ma i premi del 146%. È
dunque poco sensato fucilare il sistema sanitario, peraltro altamente
performante in Svizzera. È invece il sistema di finanziamento delle prestazioni
LAMal che deve essere completamente riformato. Occorre fissare un premio di
base in funzione dell'effettivo andamento dei costi della salute dell’anno
precedente e riscuotere un premio a conguaglio una volta contabilizzato tutti i
costi effettivi dell’anno precedente per garantire la massima trasparenza.
Di fronte a
questa situazione c’è solo una speranza: che la lobby dei cittadini, della
gente comune, che non sa più a che santo votarsi, trovi voce nella politica. E
che qualcuno a Berna si renda finalmente conto che chi non è ricco o non
usufruisce di sussidi fa veramente fatica.
Felice Dafond, candidato al Consiglio nazionale per il PLR

