Andrea Rigamonti
PoLuMe: cosa sta succedendo?
Redazione
22.11.2022 12:30

Foto: © Andrea Rigamonti
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Il
progetto PoLuMe, che riguarda tra le altre cose la realizzazione di una terza
corsia dinamica, ha il suo perimetro d’opera tra la galleria di
Gentilino-Collina d’Oro ed il Comune di Melano.
L’obiettivo
di USTRA è di rendere utilizzabile la corsia d’emergenza (terza corsia) durante
le ore di punta al mattino e la sera, in modo tale da fluidificare il traffico.
Il progetto ha ottenuto il benestare del Consiglio di Stato ed il preavviso positivo,
con riserva, della Commissione regionale dei trasporti nel 2020.
Partendo
da quanto sopra descritto, osservo come le circostanze alla base della
decisione del 2019 sono radicalmente mutate. Nel corso degli anni successivi le
Autorità federali ed USTRA hanno preso delle decisioni che invece di risolvere
il problema del traffico, creano le condizioni per la concretizzazione, a tutti
gli effetti, della terza corsia tra Lugano-Nord e Chiasso.
Innanzitutto
la decisione, nel gennaio 2022, del Consiglio federale di declassare
definitivamente il completamento del tratto autostradale tra Stabio e Gaggiolo
che, al contrario, avrebbe permesso ai veicoli in arrivo proprio da nord di
uscire rapidamente verso l’Italia. Allo stato attuale quest’opera non ha una
data di realizzazione.
In
seconda battuta il Consiglio federale, nel giugno 2022, ha messo in
consultazione la nuova Strategia ferroviaria 2050 dove non prevede ancora il
completamento di Alptransit a sud di Lugano, che poteva essere una valida
alternativa al traffico autostradale: addirittura la realizzazione non è
prevista prima del 2050.
In
terzo luogo, sempre nel mese di giugno 2022, USTRA ha pubblicato i piani per la
realizzazione, tra l’altro, di una corsia dei Tir tra Mendrisio e Balerna,
oltre che l’allargamento del viadotto Riale di Villa, in località Coldrerio.
Per quanto riguarda la corsia Tir, il progetto prevede l’ampliamento
dell’attuale carreggiata in alcuni punti di oltre tre / quattro metri, insieme
all’esecuzione di muri di contenimento a Novazzano, nei pressi del Parco della
Valle della Motta, dell’altezza di quasi 10 metri. Questa opera, che USTRA
ipotizza di completare nel 2028/2030, alla luce delle recenti decisioni
dell’Amministrazione federale delle dogane di voler digitalizzare il processo
di attraversamento dei camion al confine, non si giustifica più in alcun modo:
la diretta conseguenza è che la corsia Tir verrà trasformata in terza corsia. Lo
stesso vale per l’allargamento del viadotto Riale di villa che il progetto
prevede di allargare di ulteriori metri così che potrà ospitare una nuova
corsia rispetto alle due odierne.
Infine
è notizia dell’ottobre 2022 che USTRA ha terminato i lavori di manutenzione del
viadotto Campaccio (zona tra Mendrisio-San Martino e Capolago), direzione
sud-nord, dove è possibile osservare che la carreggiata del viadotto è stata
allargata di qualche metro in modo da accogliere, anche in questo caso, la
futura terza corsia (si può verificare su google map).
Alla
luce delle circostanze che ho appena descritto è evidente che USTRA sta
realizzando, mediante una combinazione di singole opere, la terza corsia su
tutta la tratta, da Lugano Nord, sino a Chiasso, passando da Mendrisio, senza però
compiere gli adeguati accompagnamenti ambientali e strutturali che un’opera di
questo tipo necessiterebbe. La terza corsia effettiva, allo stato attuale,
generà intasamenti nel luganese al mattino e nel Mendrisiotto la sera. Di tale circostanza
dovrebbe rendersene conto anche il Consiglio di Stato, che se sì nel 2019 aveva
aderito al progetto PoLuMe, ora deve avere il coraggio di reagire a quanto ambiguamente
l’Autorità federale sta propinando ai cittadini del Luganese e Mendrisiotto,
soprattutto alla luce della discussione del 21 novembre 2022 del Gran Consiglio
che ha portato ad un nulla di fatto.
Andrea
Rigamonti, Candidato PLR al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio

