Stefano Dias
Politica ticinese: ennesimo segnale preoccupante
Redazione
20.06.2024 13:56

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Il Parlamento ticinese ha
bocciato il consuntivo 2023, inviando un segnale politico che non può che
destare preoccupazione per il proseguo delle attività parlamentari. Questa
decisione non solo mette in discussione il lavoro svolto fino ad ora, ma lascia
anche poche speranze per la definizione del preventivo 2025, un documento
cruciale per il futuro del nostro Cantone. In un periodo caratterizzato da
incertezze e sfide economiche, tutti i partiti dovrebbero fare un passo
indietro e cercare di trovare compromessi utili per il bene comune. Invece,
assistiamo a una crescente polarizzazione ideologica, a ripicche personali e
alla difesa di interessi particolari, che spesso non coincidono con quelli
della popolazione nel suo complesso. La bocciatura del consuntivo non è solo un
voto contrario su un documento, ma è la manifestazione di un distacco dalla
realtà da parte di tutti i partiti, alcuni in particolare.
Durante
periodi difficili e complicati, ognuno dovrebbe fare un passo indietro e
cercare di trovare il compromesso, mentre ora ci troviamo a sempre più feroci
combattimenti ideologici, ripicche, difesa di propri interessi o solamente dei
propri elettori (per esempio i lavoratori statali) mentre ora più che mai
bisognerebbe unirsi, smettere di litigare e utilizzare il sapere e le capacità
individuali per trovare soluzioni che possano togliere il Ticino da una
situazione oggettivamente complicata. Oggi per esempio, apprendiamo della
raccolta firme per un ennesimo voto sul “Decreto Morisoli”, un’ostinazione senza
logica da parte della sinistra del Cantone. Dopo due sconfitte nette,
continuano a disperdere energie su priorità sbagliate, solo per mostrarsi
attivi alla propria base elettorale. Questo comportamento ignora completamente
il volere degli altri cittadini, che in votazione popolare hanno chiaramente
espresso che i conti dello Stato non possono continuare a crescere senza
controllo e che è necessario uno sforzo condiviso per rimetterli in ordine.
Questa non è politica, è una campagna elettorale perenne
Mi
piacerebbe vedere politici umili, capaci di ammettere che non possono sempre
imporre le proprie idee, ma che solo attraverso il lavoro di squadra è
possibile fornire risposte necessarie a tutti i cittadini, non solo a quelli
che li votano. Non riusciremo ad accontentare tutti, ma possiamo almeno cercare
di soddisfare la maggioranza. Continuare su questa strada non aiuterà il
Ticino. Proseguire con litigi, bloccare consuntivi e minacciare già ora
eventuali azioni per il preventivo 2025, non farà altro che paralizzare
l’intero sistema. Ci ritroveremo con un Cantone fermo, mentre gli altri
avanzano rapidamente, lasciandoci indietro. Mentre noi litighiamo per il
controllo del volante sulla corsia di sinistra, gli altri Cantoni ci sorpassano
agilmente a destra.
È tempo di cambiare rotta. È
il momento di mettere da parte le differenze ideologiche e di lavorare insieme
per il bene comune. Solo unendo le forze e utilizzando le competenze
individuali possiamo trovare soluzioni efficaci per uscire da questa situazione
complicata. Il futuro del Ticino dipende dalla nostra capacità di collaborare e
di agire con responsabilità e visione, tutte cose che scarseggiano parecchio di
questi tempi. I Verdi Liberali del Ticino rimangono una forza di minoranza, ma
sono convinti che la sua azione politica orientata al realismo, al dialogo e al
compromesso sia quello che tutti avrebbero bisogno in questo momento per usicre
dal pantano in cui ci siamo infilati.
Auguro a tutti voi di
passare un piacevole periodo estivo, sperando che da settembre le cose possano
migliorare sotto i migliori auspici.

